La mia EXPO

Ho acquistato un “biglietto chiuso” valido per due giorni consecutivi (Sabato e Domenica); per fortuna, non so se dipeso dall’orario o dal luogo, entrando dall’Ingresso Ovest Fiorenza, non ho praticamente trovato la coda se non 5 minuti il sabato e 10/15 la Domenica.

In due giorni ho visitato: Sierra Leone, Cina, Azerbaigian, Regno Unito, Marocco, Repubblica Islamica dell’Iran, Stati Uniti D’America ,Germania, Vietnam, Moldova, Kuwait, New Holland, Messico e Paesi Bassi..

Stati Uniti d’America e Germania non sono classificabili perchè ci sono entrata un nanosecondo verso le ore 21.00.

Repubblica Islamica dell’ Iran: Purtroppo anche questo l’ho visto di notte e di sfuggita, invece andrebbe visto di giorno, quando la luce solare irrompendo all’interno del padiglione si scontra e si riflette negli specchi installati nel soffitto. La rifrazione che ne deriva crea un bellissimo gioco di luci ed ombre che vanno a diffondersi sulla miriade di erbe aromatiche appositamente portate dall’Iran e regolarmente distribuite su tutta la superficie .

Stesso discorso per New Holland, stavolta però era giorno ed io ci sono entrata per sbaglio. O meglio, stupidamente ho iniziato a salire le scale con l’intento di arrivare al terrazzo per sostarci una decina di minuti solo per vedere il padiglione di fronte che è il “Vaku” che a me faceva impazzire; invece sorpresona.. quella era l’ora dello spettacolo dell’Albero della Vita e da lassù me lo sono vista quasi indisturbata (ok…lo spettacolo era diurno sennò la parola fortuna non sarebbe bastata, avrei dovuto dire che ho proprio un gran culo!!). L’intento era appunto di fare una cosa veloce perchè le mie amiche mi stavano aspettando ad un altro padiglione.. ecco, non sono stati i dieci minuti preventivati, ovviamente l’uscita si trova all’interno (altrimenti non avrebbero realizzato un padiglione ma solo una terrazza) quindi sono entrata di corsa ovviamente senza capire niente di quello che era proposto ed esposto, ho solamente avuto il tempo di buttare un occhio alle macchine agricole al piano terra…giuro che quei trattori non erano normali.. erano dei transformers giuro….IMMENSI.

La Moldova e la Sierra Leone sono veramente piccolini..il primo ha di figo la palla-pannello solare in copertura mentre il secondo che si trova all’interno del Cluster del Riso, fa bella mostra dei suoi prodotti tipici, dai braccialetti agli strumenti musicali.

il Vietnam, mi ha trasmesso sensazioni contrastanti: l’esterno mi è davvero piaciuto tanto con questa sua struttura/non struttura, in parte schermata da questi fasci di bambù che si svasano in alto, come fossero delle vuvuzela giganti, ma non si suonano ed in alto hanno queste piante verdissime che si scontrano contro il blu del cielo e a me hanno trasmesso un gran senso di relax. L’interno…è carino..secondo me niente di particolare, ci sono molti oggetti tipici ma niente che abbia veramente attratto la mia attenzione…

Il Messico non ha fatto altro che mettere in bella mostra le sue qualità…e vabbè che dire…ne ha mille…la ricchezza della flora e fauna, la bellezza dei paesaggi,  della bontà della cucina credo basti dire che stata nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, per non parlare poi della sua cultura con le sue leggende o del sorriso contagioso della sua popolazione..

Azerbaigian: purtroppo, conoscevo poco e niente di questo paese…sono uscita da questo padiglione con il suo nome in rapida scalata nel ranking mondiale della lista dei miei viaggi nel cassetto.. ma che bello è? se non avessi partecipato all’EXPO chissà tra quanto tempo avrei scoperto questa meraviglia nascosta. RIVELAZIONE

Marocco: Questo padiglione è impostato in modo da condurti in un viaggio sensoriale attraverso le ricchezze del paese. Quali sono i profumi, i sapori ed i colori del Marocco? Basta entrare qui dentro, non solo per averne un’idea, ma per farsi prendere dalla voglia di visitate questa bellissima terra.

Regno Unito :“Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia, gialla e nera nera e gialla, tanto gaia, Vola sopra un monte, sfiora il cielo per rubare il nettare da un melo” questo padiglione mi fa venire in mente questa canzone per 2 motivi: 1 sono scemina 2 perchè tutta questa struttura ruota attorno ad una vera fattoria, con un vero apicoltore e delle vere api. I movimenti e le vibrazioni delle api vengono trasmesse ai sensori presenti a Milano e questi, interagendo con la struttura, la fanno pulsare ed illuminare….qui 2.0 non è l’American food ma bensì le api di Nottingham

Kuwait: Bello e raffinato fuori con le sue vele che ricordano quelle di una barca, interattivo dentro con video illustrativi sul paese. E poi, si entra in quello che è un mondo a parte.. tutte le pareti perimetrali sono di vetro in modo che filtri la luce ed INTERAMENTE ricoperte da piante e piantine varie, praticamente una foresta a dimensione di vaso. C’è un plastico iper particolareggiato in cui hanno inserito di tutto, dalle centrali elettriche, alle strutture per il trattamento delle acque potabili fino alle tende dei cammellieri. Anche qui, un po’ come il Marocco, ti stuzzicano il subconscio con i profumi delle spezie e delle essenze che si aleggiano nell’aria, insomma tra quelli che ho visto è il padiglione che mi è piaciuto di più.

Paesi Bassi: Gli Olandesi sono avanti anni luce. Tutti hanno costruito un padiglione, più o meno bello, dispendioso, avveniristico ed impressionante, tutti tranne loro che hanno praticamente azzerato i costi.

Ma per fare cosa? che si sono inventati?

Un luna park!;

E dove hanno esposto?

Beh se è un luna park, ci sarà un tendone no? ecco, lì dentro.

E la storia del cibo? dei propri prodotti e delle tradizioni culinarie?

Hanno installato tanti chiostri (o baracchini come li chiamiamo noi).

E la gente dove sta?

E’ un parco giochi, è aperto al pubblico, non ci sono cancelli d’ingresso quindi niente code ed attese.. si può tranquillamente passare di lì senza problemi; puoi semplicemente prendere un panino, bere una birra, parlare con il tuo vicino in tutta tranquillità e goderti l’atmosfera.. tutto qui!

Ecco, secondo me, da qui si vede la loro cultura e questo è il loro messaggio: non occorre avere nè del super padiglione nè il progettista di fama mondiale, al contrario importa essere concreti, evitare gli sprechi ed affrontare i problemi in modo costruttivo con idee semplici, dirette e mirate, il che non vuol certo dire che possano essere assolutamente geniali ed originali.

Originalità allo stato puro, il mio personale premio della critica va a loro.

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