Val D’Orcia On the Road

Che cosa vedere in un paio di giorni in Val D’Orcia? C’è veramente l’imbarazzo della scelta quindi, dove andare? Per fortuna non è solo questa la domanda da porsi…infatti è certamente uno di quei casi in cui la strada conta almeno quanto la meta..

Questo itinerario, anche se un po’ di corsa, è sviluppato su almeno 3 giorni di permanenza; l’ultima volta che sono stata qui ho fatto il giro che riporto anche se così facendo, non menziono tantissimi luoghi altrettanto strepitosi.. vabbè, questa mi sembra un’ottima scusa per tornarci.. come se me ne servisse una!

Buonconvento:

Per tanti anni limitandomi a passarci di fronte, l’ho sempre e solo considerata solamente come una cinta muraria qualsiasi, di fronte alla stazione dove ho visto partire e passare tanti di quei treni.. ma nulla di più. Ecco.. ho sempre sbagliato al 200%. Da vedere non c’è solamente la fortificazione esterna ma tutto il micromondo racchiuso al suo interno… Piazzette caratteristiche, finestrelle invase da fiori, archi di passaggio, il comune con la torre e l’orologio, gli stemmi, le scalette in pietra .. E’ vero, questo è un borghettino veramente piccolo, però merita veramente la pena di passarci un po’ di tempo, anche solo quello di una passeggiata, così tanto per farci incantare un po’ dai suoi scorci.

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Il comune
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Le mura

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore:

Una pennellata di rosso mattone incastonata in mezzo al verde dei boschi, nonostante la differenza cromatica, questa Abbazia si mimetizza quasi completamente nella natura che la circonda. Quasi come fosse un Castello, per accedervi è necessario attraversare un ponte levatoio, ma forse il significato va ricercato nel voler creare un elemento di separazione vera e propria tra la vita spirituale e quella materiale. Al suo interno troviamo subito il Chiostro Grande, interamente affrescato, considerato non solo la meraviglia di Monte Oliveto ma il vero e proprio punto di partenza ideale di tutta la struttura, come se tutto girasse attorno a questo elemento, senso di pace compreso. Tra le varie sale che vi si affacciano e lo fiancheggiano vi sono la Biblioteca, il refettorio il museo e la farmacia; ovviamente non potrebbe certo mancare la Chiesa con il suo Coro dove è addirittura possibile assistere alle Funzioni cantate in gregoriano.

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Ponte levatoio all’ingresso

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Due parole sulla strada:

Oltre alla bellezza, che cosa accomuna tutti questi posti?? La strada ovvio.. ma quale fare? Un tragitto veramente spettacolare è quello che tocca: Buonconvento – Abbazia di Monte Oliveto Maggiore – San Quirico D’Orcia di cui allego l’immagine ripresa da google maps.

Questa lingua nera di asfalto diventa un balcone sulle dolci colline della zona. E’ un paesaggio a tratti lunare, se si ha la fortuna di arrivarci al tramonto lascia senza fiato da quanto è bello ed emozionante. Per ogni stagione si possono ammirare forme e colori diversi, la primavera tinge tutto di verde brillante ed il grano danza accarezzato dal ritmo del vento, l’estate porta con sé l’oro e spuntano i covoni, l’autunno dona un tocco di grigio ai campi ed uno di rosso al cielo nell’ora del tramonto, mentre l’inverno tira fuori una bacchetta magica, posa un delicato manto di neve e regala alla mente di chi guarda un biglietto di sola andata con destinazione sogno ad occhi aperti nel mondo delle fiabe. L’unica costante è rappresentata dai calanchi che tagliano anzi, quasi squarciano le colline, questi infatti non mutano mai.. ferite nel terreno sono e ferite restano.

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Aprile
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Calanchi in Aprile
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Ottobre

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Poco prima di arrivare a San Quirico D’Orcia eccoli che spuntano da dietro una curva.. si, proprio loro, i famosi cipressini ormai eletti a simbolo della Val D’Orcia con alle spalle il profilo della bellissima Montalcino. Non fermatevi a guardare solo quelli, voltate le spalle, dall’altra parte della strada infatti c’è una meravigliosa collina talmente ben modellata da sembrare finta, con i cipressi ed i fienili che si vedono in lontananza. Saltellate su una vetta e poi riscendete giù, passando sotto il cavalcavia per poi arrivare sulla cima dell’altra, guardatevi intorno vi troverete circondati dal morbido saliscendi di questo territorio. Tutte le volte che passo di qui mi fermo una decina di minuti per fare foto o semplicemente per starmene zitta a guardare questo spettacolo, immancabilmente quando poi risalgo in macchina mi accorgo di avere sempre il sorriso stampato sulle labbra.

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Cipressini ad Aprile
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Cipressini ad Ottobre

San Quirico D’Orcia:

Altro gioiellino medioevale, altro posto in cui è bello iniziare a vagare un po’ a caso e perdersi tra i suoi vicoli e le sue piazze ammirando le sue meraviglie più o meno nascoste. Si può salire sulle mura, seguire il percorso di una pianta rampicante che impertinente corre sulle facciate delle abitazioni e a seconda delle stagioni si tinge di un colore diverso, oppure sostare sugli scalini della Chiesa o appoggiarsi al pozzo lì di fronte. Per finire poi a passeggiare nel quasi sconosciuto ma bellissimo giardino all’italiana degli Horti Leonini. Una parte,è curatissima, siepi basse, pratino curato e statua di Cosimo III De’ Medici a troneggiare su tutto, l’altra parte invece è lasciata a boschetto quindi un po’ più selvaggia; incastonata tra questi due pezzi dello stesso giardino, ce n’è un terzo, quello delle Rose…decisamente il più delicato, colorato e profumato.

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Horti Leonini

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Monticchiello:

E’ un altro borghettino medioevale ricco di fascino e magia, anche qui è bello perdersi senza meta lasciando che ogni angolino incontrato ci regali una vista, una porticina, un arco piuttosto che un vaso di fiori. E’ bello salire sulle mura per godersi il panorama sulla vallata ed arrivare fino alla Rocca, sulla sommità della collina. Durante i mesi di Luglio ed Agosto, si può assistere al cosiddetto “teatro povero” ossia una messa in scena teatrale organizzata, diretta e realizzata (dai vestiti alle scenografie) dagli abitanti della città. Prima di andare via è NECESSARIA una sosta proprio fuori dalle mura, nel punto panoramico, quello da cui si può ammirare la famosissima strada tutta curve e cipressi, stesso discorso di prima, se è possibile andateci all’ora del tramonto, quando il cielo s’incendia e la valle come i pensieri assume la sfumatura rossa del sole.

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Le curve di Monticchiello

Pienza:

O la “Città ideale” che dir si voglia, non ha certo bisogno né di commenti né di descrizioni.. non è solo bella, è un tripudio alla bellezza, all’architettura ed alla ricercatezza. La sua storia, le sue vicissitudini e l’influenza che Papa Piccolomini ha avuto su questa città, il lustro che le ha portato come dote pontificia si vedono e si avvertono ancora oggi. Qui si trovano le vie dell’Amore e del Bacio, i giardini sono curatissimi e si può godere di una vista pazzesca su tutta la Val D’Orcia.. e allora che dire? Cosa aggiungere? Facilissimo, non fatevi scappare l’occasione di mangiare un panino con prosciutto e pecorino di Pienza, accompagnato da bicchiere del famosissimo vino rosso della zona. Ah si, una cosa posso aggiungerla: poco oltre la città, vi è la bellissima Pieve di Corsignano la quale merita decisamente una sosta, prima di proseguire per…. ecco, avete presente quando ” il Gladiatore Massimo Decimo Meridio immerso fino alla vita nelle spighe del grano torna a casa e percorre quella strada bianca tempestata di cipressi? Ecco, questo scenario si trova a poche centinaia di metri oltre la chiesa, in direzione dell’agriturismo A Terrapille.

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Pienza e la Valle
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Pieve di Corsignano
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Location del film “Il Gladiatore”
Percorso 3
Itinerario completo
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