Tra i vicoli di Gerusalemme

Pensieri e ricordi ad alto tasso di “sconnettitudine” sui miei 3 giorni a Gerusalemme

Gerusalemme, Yerushalayim, Al-Quds, in quanti modi possiamo chiamare la città sacra?Quanti nomi ha la città di Dio? E come possiamo anche solo immaginare che esista un posto, il cui nome cambi a seconda di chi lo pronuncia? E’ una città talmente piccola ma allo stesso tempo così grande da ospitare il Dio Cristiano, quello Ebraico e quello Musulmano..ma abbiamo veramente bisogno di tutte queste distinzioni? Evidentemente si. Questo è un luogo estremamente delicato con equilibri precari, praticamente in costante rischio di attentato; la presenza dell’esercito all’interno della città è onnipresente, i militari armati di tutto punto sono ovunque, perfino in tranvia spesso involontariamente urti non solo le loro sacche ma anche loro mitra. Il primo giorno la presenza così massiva delle armi è una cosa che atterrisce, poi purtroppo non ci fai nemmeno più caso.

La città vecchia divisa in 4 zone: Ebraica, Armena, Cristiana e Musulmana è tutta racchiusa all’interno di una cinta muraria ancora solida e decisamente splendida. E’ possibile percorrerla per alcuni tratti godendo di una vista a 360° sull’intera città.

Per chi crede, ogni angolo della città vecchia rimanda ad un episodio, basti pensare che per spostarti da una parte all’altra, puoi incrociare e percorrere tratti della Via Dolorosa,

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l’ultimo sentiero percorso da Gesù prima di raggiungere il Golgota. Per chi non crede, è comunque chiaro che questo non sia un posto qualsiasi, non appena si varca una delle sue 9 porte si percepisce immediatamente che la storia dell’umanità è passata da queste parti, è per questa città che nel corso dei secoli, provando a conquistarla o a difenderla, hanno versato sangue e lacrime migliaia di persone. La città dalla pietra bianca che diventa rosa al tramonto, dalle stradine strette in cui vedi passare veloci e scattanti, quasi come fossero entità soprannaturali i “fantasmi neri” degli ultra-ortodossi ed i “fantasmi bianchi” degli arabi (dal colore delle loro tuniche),

dai passaggi seminascosti, la città che profuma di pane appena sfornato o di dolci disposti in bella mostra nelle vetrine delle botteghe e che sembra lo scrigno di un tesoro.

Questo luogo è vivo, ha un’anima vibrante di emozioni, capace di metterti in comunicazione con una storia lontana migliaia di anni, ogni tanto, quando ti perdi sembra che la cosa non sia capitata certo per caso, involontariamente ti assale la folle sensazione che le strade deviino il loro percorso in modo da stringerti in un abbraccio labirintico..

I Tetti della Città: Lasciando la piazza dove si erge il Muro Occidentale  ed iniziando ad inerpicarci tra le stradine in salita, si arriva ad una specie di terrazza, generalmente non presa d’assalto dai turisti, da cui si gode di una strepitosa vista su: Piazza, MuroSpianata, Cupola della Roccia dal color oro e quella di Al-Aqsa dal colore nero, mentre sulla collina retrostante ecco l’inconfondibile Cimitero Ebraico ed il Giardino del Getsemani.

Continuando a girovagare tra i vicoli, si trovano le scalette che conducono sui tetti delle case confinanti con il mercato.

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Lo stare lì è una sensazione abbastanza strana, perchè per una volta sei te ad osservare la vita sottostante (di solito c’è sempre qualcuno che ti “spia” dalle finestre delle case), a me dava l’impressione di trovarmi ad Agrabah, (mi mancava solo di iniziare a sentirmi come Aladin e provare a volare su un tappeto)

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Sopra i tetti di Gerusalemme

 

le case dal color bianco/ocra sono di forma quadrata con i tetti piani, i panni stesi alle finestre ed il suq sottostante, mentre davanti a te eccolo lì il cuore della Cristianità: il Santo Sepolcro.

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La cupola del Santo Sepolcro

Il Santo Sepolcro, ha una storia millenaria e decisamente travagliata..ha vissuto di tutto, dagli incendi ai terremoti passando tra distruzioni e ricostruzioni volute da imperatori o califfi vari; praticamente, se esistesse l’album di figurine del “tutte a me”, l’unica che mancherebbe sarebbe quella dell’invasione delle locuste!

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Delle 22 stazioni in cui si può dividere il suo interno, le due, per me, più rappresentative sono: La Pietra dell’Unzione ossia il luogo dove venne appoggiato Cristo deposto dalla croce, per prepararlo alla sepoltura. Come gli altri fedeli, qui mi sono inginocchiata baciandola, vi ho appoggiato oggetti, vestiti, rosari ed ho pregato. Non ho la più pallida idea di quanto sia stata lì, forse 1 minuto o magari erano 10..ho ancora il ricordo del senso di pace che mi ha assalita e che non mi si è scrollato da dosso per non so quanto tempo.

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Il secondo posto, ovviamente, è l’Edicola del Santo Sepolcro..  per raggiungerla, c’è da mettere in conto almeno un’oretta di fila ed un lungo percorso a spirale “circumnavigando” la rotonda esterna ,a passo di lumachina. Il primo ambiente al quale si accede è La Cappella dell’Angelo contenente un pezzo della pietra che “leggenda vuole” fosse a chiusura del Sepolcro, poi fatta rotolare via da un angelo nel momento della Resurrezione. Da qui, tramite una porticina ina ina, si accede al Sepolcro vero e proprio, al suo interno vi è la lastra di marmo che ricopre il luogo della sepoltura. Il tutto è illuminato esclusivamente da candele e lanterne, da quanto è piccolo riescono a stare solo 3 o 4 persone per volta e questo per volta, difficilmente dura più di un minuto.

Dimentico qualcosa? ecco, i monaci-guardiani si arrabbiano facilmente, non va assolutamente MAI discusso quello che ti viene detto o  si rischia di essere sbattuti fuori in modi non troppo delicati.. Altro? Decisamente sì..Per me è stato un minuto al cardiopalma, di gioia, commozione e riflessione su quella che è la mia vita e com’è spesa, su quello che la Chiesa è, nel bene e nel male..e su quello che dovrebbe essere l’insegnamento supremo di tutta questa storia: …”amatevi l’un l’altro”… bah mi viene da pensare, che sto messaggio sia stato tramandato fino ai giorni nostri tramite il telefono senza fili.. e dall’amatevi l’un altro a qualcuno sia arrivato “armatevi l’un l’altro”..chissà..magari dovremmo farcelo rispiegare da capo..

Muro del Pianto  Come in molti altri siti sacri, anche per l’accesso al muro è necessario superare i controlli dell’esercito. Appena ti danno l’ok per passare oltre, ecco che lo vedi spuntare.. ed è Emozionante..Una parete di roccia alta non so quanti metri che divide il modo musulmano da quello ebraico (sopra il muro si trova la Spianata delle moschee ). Alla sua base, lo spazio per le preghiere è diviso in due parti, quella maschile e quella femminile. Prima di entrare tutti si lavano le mani e si coprono la testa, mentre quando escono nessuno osa mai voltare la schiena al muro. Dalla staccionata di divisone, le ragazze in piedi sulle sedie, lanciano bigliettini e sorrisi ai ragazzi mentre davanti al muro ci sono i fedeli completamente immersi nella preghiera e nella devozione più totale con la bibbia tra le mani, che oscillano e si muovono in una specie di danza tra loro e la parola di Dio (dal loro oscillare che è nato il nome Muro del Pianto).

Chiunque ha con sè un bigliettino al quale sono affidate speranze e desideri e che al termine della propria preghiera lascerà in una fessura tra le pietre del muro. Con un identico gesto che è quello di toccare, poggiare la mano o la fronte su quella roccia, ecco in quel momento siamo tutti veramente una cosa sola..ed abbiamo tutti un unico Dio, qualsiasi sia il nome con cui siamo soliti chiamarlo. Questi foglietti, alla sera non vengono gettati ma raccolti, messi in speciali sacchi e poi sepolti nel cimitero ebraico.

Monte degli Ulivi: come si esce dalla città vecchia e ci lasciamo le mura alle spalle, ecco che lo scenario cambia completamente: le case sono ammassate l’una sull’altra, la zona desertica avanza e nessuno intorno, eccetto qualche autobus o taxi pieni di turisti.

Al termine della salita che conduce al Monte si trova il Cimitero Ebraico dove, secondo la profezia il giudizio universale avverrà proprio in questo punto; ecco forse spiegato il perchè questo sia il cimitero più antico ed ed ininterrottamente usato del mondo. Fa impressione trovarsi in mezzo a questa distesa di parallelepipedi bianchi, tutti rivolti in direzione della Spianata del Tempio.

A poche centinaia di metri di distanza, si trova la Chiesa di Tutte le Nazioni dalle sue inconfondibili cupole dorate con intorno il Giardino del Getsemani, ossia il luogo dove Gesù venne arrestato dopo il tradimento di Giuda. Che sia vero oppure no una cosa è certa, le piante di Ulivo che vi si trovano sono realmente datate a 2000 anni fa, una in particolare ha un tronco che per abbracciarlo servirebbero almeno 5 persone.

Proseguendo nella discesa, si arriva alla Tomba della Madonna che si trova in fondo ad cripta profondissima. Non appena varcata la soglia, inizia una lunga scalinata verso il basso, illuminata dai raggi del sole più audaci che osano addentrarsi in profondità, e dalle immancabili lanterne e candele. Al termine della rampa, tramite una  porticina che a confronto da quella del Santo Sepolcro ci passano i giganti, si accede alla cappella dove si trova il giaciglio di pietra dove venne adagiato il corpo di Maria..

Un pochino fuori dal centro della città vecchia, si trova il quartiere ultra-ortodosso di Mea Shearim che prende il nome dall’omonima via principale. All’inizio della strada sul VISIBILISSIMO cartellone in lingua inglese ed ebraica

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L’ingresso di “Mea Sherim”

i turisti vengono avvisati che forse questo non è proprio il posto adatto a loro e che alla fine graditi non è che lo siano poi così tanto. Ma questo lo avevamo già ampiamente capito: spunti, spintoni, cambi di direzione per non essere costretti ad incrociarti o direttamente scatti da centometrista per allontanarsi il più in fretta possibile, sono un linguaggio non verbale decisamente esplicito. Ovviamente sputi e spinte non sono giustificabili, però è capibile se non hanno piacere che gente in cerca dello scatto del secolo, si rechi in “casa” loro comportandosi come stessero fotografando le scimmie allo zoo..ecco, se qualcuno mi trattasse come fossi una bestia mitologica solo perchè mi vesto di arancione io mi incazzerei e anche parecchio!.. insomma, ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria..questa è la terza legge della dinamica mica una frase qualsiasi dei baci perugina. Insomma, dicevo che in questa zona il tempo sembra essersi fermato ad almeno 100 anni fa, niente grandi negozi o grandi insegne al neon ma solo botteghe e negozietti.

Noi, non ci siamo addentrati lungo le strade secondarie che si diramano dalla via centrale, era chiaro che non eravamo graditi ed onestamente mi è sembrato giusto rispettare questo loro non volerci, anche se, non appena entravi in un negozio ed aprivi il portafogli stranamente sulle labbra dei commercianti spuntavano i sorrisi.. volenti o nolenti, abbiamo tutti da campare a questo mondo!

Spianata delle Moschee Ovviamente vanno superati gli immancabili controlli che come nel resto della città sono tutt’altro che finti. Lo sa bene il tedescone che in fila davanti a me faceva lo “sborone”, rifiutandosi di togliere sia l’orologio che la cintura per passare attraverso il body scan. Ecco, per Mr splendido, l’avventura alla spianata finisce qui, perchè viene preso e sbattuto fuori a brutto muso..! Una volta all’interno non puoi fare a meno di notare quanto sia grande, ricco di giardini, alberi, fontane. Qui le persone si ritrovano, uomini con uomini e donne con donne, per parlare, giocare a carte, leggere il corano, ridere e scherzare.

Data la sua storia, non mancano resti archeologici, basamenti e capitelli, ma soprattutto ci sono le moschee capitanate dalla Cupola della Roccia alla quale l’accesso è consentito solo alle persone di fede musulmana. Apparentemente sembra che la sua parte più bella sia l’imponente cupola dorata e invece,

guardandola da vicino, si scopre che anche il suo basamento di forma ottagonale è strepitoso, capace quasi di suscitare l’invidia della copertura stessa..pieno di piastrelle bianche e blu che si alternano in armonici disegni, le scritte arabe nei marcapiani e nelle cornici delle porte..il suo corpo è un tripudio di dettagli, splendidi dettagli!

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SHABBAT  è il giorno di preghiera ed inizia la notte del venerdì per finire quella del Sabato..l’unica cosa da tenere in considerazione, (ma ovviamente si tratta di disagi minimi se così vogliamo chiamarli), è il fatto che in queste 24h le persone non lavorano quindi i negozi sono chiusi ma soprattutto la tranvia non presta servizio o comunque non tutte le corse sono garantite, quindi eventualmente, a seconda della posizione dell’albergo ci sarà da ricorrere ad un taxi. Ma veniamo alla parte bella che arriva il venerdì sera, quando la città si riempie di persone elegantissime, che iniziano a vagare con il Muro del Pianto come meta finale.

Se nei giorni normali è forse l’attrattiva principale della città, in quel momento diventa una calamita vera e propria..è il centro di gravità che irrimediabilmente ti attrae a sè. Questa è la festa, è il momento di gioia dove tutti si ritrovano per cantare e ballare, le persone pregano e si abbracciano..nemmeno i soldati rappresentano un’eccezione..

questa è la sera in cui il cuore della città batte al ritmo delle persone sulla piazza.

 

 

 

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3 thoughts on “Tra i vicoli di Gerusalemme

  1. Avevo programmato un viaggio a Gerusalemme lo scorso dicembre e purtroppo ho dovuto cancellarlo 😦 Spero di poterlo organizzare nuovamente il prima possibile e poter vedere di persona questi posti bellissimi di cui parli. Grazie per avermi fatto vedere la città attraverso le tue parole!

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