Capo di Buona Speranza..storia di un mito

 

Premetto.. e lo faccio in toscano..che questa storia mi ha “sparaflesciato abbestia”.. da quando la guida me l’ha raccontata, io c’ho perso completamente la testa.. è diventato uno dei miei aneddoti preferiti in assolutissimo!

Cominciamo!

Capo di Buona Speranza, la leggenda che si nasconde dietro al mito. Sfidato nel corso degli anni da numerosi navigatori, battuto dalle onde e strapazzato dai venti, lega indissolubilmente il suo nome all’olimpo dei grandi esploratori, alle sfide sovrumane ed ai luoghi mitologici presenti sulla faccia terra. Ma..dietro alla sua fama ci sono due falsi miti: le coordinate geografiche e…. il suo nome.

Ma andiamo con ordine.. perchè le coordinate sono un falso mito? Perchè in realtà, il Capo di Buona Speranza, non è il posto più meridionale del continente Africano e nemmeno il punto di separazione tra l’oceano Atlantico e quello Indiano; questa nomina, spetterebbe a Capo Agulhas che si trova a circa 200 Km di distanza.

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Parliamo adesso del suo nome..prima però, c’è da capire un attimo come funzionavano la navigazione e la topografia a quell’epoca. Allora, accadeva che: i navigatori partivano, in questo caso da Lisbona, per l’esplorazione di una certa porzione di territorio, il cartografo riportava in mappa il profilo delle terre scoperte e quindi, tranquilli e beati, i naviganti, se ne tornavano in patria. Questa operazione veniva ripetuta fintanto che si trovavano terre inesplorate o non ancora inserite nella cartografia ufficiale; di pari passo ed importanza con questa pratica, vi era la necessità di trovare nuove “vie” per aprire una nuova rotta commerciale, più redditizia, che permettesse di raggiungere le Indie in tempi decisamente più brevi. Ok..fine della lezione, veniamo quindi alla scoperta del Capo.

Naviga naviga naviga, scopri, scopri, scopri, finalmente partì la spedizione capitanata dal navigatore portoghese Bartolomeo Diaz che nel 1487 arrivò quindi nella parte più meridionale dell’Africa. L’avesse mai fatto!! Infrangendosi sugli scogli quasi distrusse la nave, grazie alle correnti contrarie, si trovò intrappolato all’interno della falsa baia che si trova lì vicino, fu flagellato dai venti ed infine dovette attendere molto tempo prima che le condizioni atmosferiche si placassero, lasciandogli quindi la possibilità di poter uscire da quell’inferno. Dopo essere riuscito a riparare la nave, rifornirsi di provviste ed assumere nuovo equipaggio, finalmente riprese la rotta tornandosene così a casa.

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Onde che s’infrangono sul Capo

A quel tempo, chi scopriva nuove terre aveva il diritto di sceglierne il nome, così il buon Barty, memore della sua disastrosa esperienza, scelse il nome di: Cabo Tormentoso! Povero Re Giovanni II, gli venne un coccolone.. pensò che se davvero avesse concesso quel nome, non avrebbe MAI più trovato un equipaggio disposto, volontariamente, a salpare alla volta di un posto con una nomea così drammatica. Addio Indie, rotte commerciali, soldi, forzieri d’oro e ricchezze..era il preludio alla sciagura. Così pensa e ripensa, l’astuto monarca con un’operazione di marketing stratosferica, giunse alla conclusione che anzichè Cabo Tormentoso, quella lingua di terra avrebbe preso il nome di Cabo da Boa Esperança con buona pace dell’esploratore e del suo diritto. La sua doppiatura vera e propria invece, avvenne dieci anno dopo, per mano del più famoso Vasco Da Gama.

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Il Capo visto dal faro

Oggi il Capo di Buona Speranza, si trova all’interno dell’omonima riserva in cui convivono numerosi animali tra cui struzzi, babbuini, facoceri, gnu ed antilopi.

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Tra tutti, i più curiosi in assoluto sono i babbuini, e chi sennò?  Figurarsi se si fanno problemi a salire sulle macchine o addirittura entrarci, per rubare qualcosa da mangiare, non appena trovano i finestrini aperti. Ma non solo cibo, sono attratti anche dai vestiti o macchine fotografiche.. vabbè…dal momento che sono a rubacchiare è giusto che lo facciano per bene no?

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La loro presenza è così importante da risultare addirittura pericolosa, ogni tanto succedono anche alcuni incidenti perchè sti pazzi dal culo rosso, si tuffano in strada senza ritegno, costringendo gli automobilisti a fare manovre azzardate per evitarli. Per ovviare a questo problema, è nata la figura dello scaccia-babbuini: persone che a piedi percorrono alcuni tratti di strada avanti ed indietro,  con una specie di scaccia-cane sonoro sotto braccio, da azionare ogni volta che avvistano qualche animaletto un po’ troppo curioso, avvicinarsi alla strada.

Finiamo con una delle mie passioni: i Fari! A Cape Point ce ne sono addirittura due! Quello più “turistico”, nel senso che si vede meglio ed è più facile da fotografare, è quello originario..costruito nel 1850 circa. In realtà è rimasto in funzione solamente per una cinquantina di anni perchè la sua posizione era troppo lontana ed in alto rispetto al pelo dell’acqua, per questo nelle giornate nebbiose, risultava essere assolutamente inutile ..e considerando che è una zona in cui la nebbia si forma un giorno si ed uno no, ecco direi che effettivamente era abbastanza un problema.

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Il faro originale

Così, venne rimpiazzato con uno piccino piccino, posizionato laggiù in basso, poco prima che la roccia si tuffi definitivamente dentro l’oceano..

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Il nuovo faro (quello piccino bianco che spunta)

oggettivamente il faro non è che si veda poi così bene, però quando per scorgerlo ci si affaccia da uno dei vari punti di osservazione, la vista che si gode sulla scogliera è decisamente impagabile.

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La bellissima scogliera

 

 

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27 thoughts on “Capo di Buona Speranza..storia di un mito

  1. Complimenti molto interessante.. mi ha fatto anche ridere.. ! Ho letto anche l’altro tuo articolo sul Sud Africa e devo dire che si sente che è stato un viaggio di forti emozioni. Io per quest’anno ho pianificato per girare un po’ l’Asia ma spero prima o poi di poter pianificare anche per l’Africa..! 🙂

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      1. Ho una passione per la Cina, per cui ogni anno ne scopro un pezzettino. Quest’anno sto programmando la visita Chengdu e alla regione del Sichuan 🙂 Come meta estiva invece sto programmando la Thailandia! Spero poi di trovare un po’ di spazio (e di finanze) per una seconda visita in Taiwan, esplorando città non ancora viste! 🙂

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      2. Ho visto il tuo post su Facebook in merito alla tua scelta di vacanza in Islanda! Dev’essere molto bella.. secondo me sei stata anche coraggiosa.. Io NON SONO UN’AMANTE DEL FREDDO. 🙂

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  2. Sto ancora ridendo per “i pazzi dal culo rosso”…ahahahah!!! Sto facendo una scorpacciata di articoli sul Sud Africa visto che a fine mese partiremo per Cape Town e i tuoi sono fichissimi!

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      1. Staremo a Cape Town ma avendo noleggiato una macchina vorremmo vedere anche qualcosa nei dintorni tipo Boulders Beach, Capo di Buona Speranza e magari Stellenbosch.

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      2. Boulders beach è fantastica. .sembra di essere ai caraibi ed i pinguini, ovviamente sono carini e coccolosi 😆 a Stellenbosch non sono stata. .ho preferito salire sulla Table Mountain

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      3. no purtroppo no..credo che sarebbe cosa buona e giusta che tu prenotassi, tipo ora! Io purtroppo di Città del Capo ne ho vista solo un pezzetto, quando sono riuscita ad “evadere” dal gruppo..ero con un tour..niente macchina a noleggio sig sob!

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      4. E’che ho letto che è un tour molto lungo , circa 4 ore tra spiegazione a piedi e in pulmino, e non so se sia ideale con un bimbo di poco più di un anno, considerando anche i traghetti… Sto cercando di capire se è fattibile prima di prenotare.. Grazie per il consiglio;)

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