Firenze in barca

Io abito ad una mezz’oretta di macchina da Firenze, quindi trovandomi spessissimo a camminare tra queste magnifiche vie, un pochino inizio a capirla, ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare, come tra il capire ed il conoscere. Solamente una decina di giorni fa infatti, ho scoperto un tour all’interno della città che, oltre a permettermi di vedere le cose da una prospettiva diversa rispetto a quella classica, mi ha regalato un punto di vista assolutamente nuovo, ricordandomi che la conoscenza di un luogo, passa dalle sue mille sfaccettature, anche e soprattutto dalle più banali ed ovvie. Questa è la storia della riscoperta di una parte della città:

  • Ho voglia di una domenica un po’ alternativa, che possiamo fare?
  • TRE PASSI PER FIRENZE..
  • Ok..non è certo alternativa ma sempre bella..quindi: partiamo dal Duomo, andiamo a Palazzo Vecchio, che ci sta sempre bene..e poi? il terzo dove lo facciamo? Santa Croce?
  • No..andiamo in Arno..
  • ???

Nel corso degli anni, abbiamo dimenticato quanto l’Arno sia indissolubilmente legato alla storia di Firenze, sia nel bene che nel male. Numerosissime erano le persone a cui dava sostentamento per vivere, basti pensare a chi lavorava nei mulini, ai conciatori o ad i “renaioli” (dopo vedremo chi erano)..senza contare il fatto il fatto che essendo navigabile, rappresentava la via più breve per mettere in comunicazione la città con la costa. Poi sono spuntati i ponti,capitanati da quello Vecchio ma in generale l’uno più bello dell’altro

..ed infine, è diventato la vetrina per i palazzi signorili, che correndo paralleli sui lungarni vi si affacciano specchiandosi.

Ma se con una mano dava, con l’altra spesso toglieva: la lista delle piene e delle inondazioni, che di volta in volta distruggevano argini e ponti, è veramente ricca: purtroppo, è tristemente famosa l’alluvione del 4 novembre 1966, che oltre a mietere centinaia di vittime provocò ingenti danni a chiese, musei ed opere d’arte.

Vabbè..tutta sta lezione di storia per dirmi che si va a prendere un gelato percorrendo il lungarno degli Acciaiuoli, che dal Ponte Vecchio arriva al Santa Trinita?

No..io ho detto che andiamo IN Arno..e dal momento che, come ho anticipato, un tempo era navigabile e che attualmente nessuno ha il potere di camminarci sopra, evidentemente qualche barca dovrà pur esserci o no? Mi spiego meglio.. Tre Passi Per Firenze, non era un modo di dire, è un’associazione composta da tre cazzutissime ragazze, che di lavoro fanno le guide ma che, data la loro giovane età e la voglia d’inventarsi qualcosa di nuovo rispetto al solito, seppur MERAVIGLIOSO, giro che comprende: Duomo-Porcellino-Ponte Vecchio-Santa Croce-Piazzale Michelangelo, hanno tirato fuori dal cilindro o meglio dalle cartine dei percorsi super alternativi. Avevi mai sentito parlare di una “Firenze tra le righe”? O dei “Leoni custodi”? Del “Diavolo che la veste”? magari conoscevi”L’Oltrarno curioso”.. ecco io no! Come non sapevo della possibilità di salire su un barchetto spinto a stanga da un “renaiolo” che è la versione carina del “bucaiolo”; ed è proprio quello che ho fatto Domenica 22 maggio, insieme alle mie amiche blogger Agnese  e Sara: sono andata a scoprire che effetto fa passare sotto al Ponte Vecchio.

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Per prima cosa però, presentiamo questi benedetti “renaioli” che è un’ora che rammento: Il “renaiolo” non è altro che il conducente di una barca a stanga.

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Le stanghe sono delle pertiche lunghe 4-5 metri, che vengono puntate sul letto del fiume in modo da ottenere la spinta sufficiente per far navigare il barchetto..in poche parole, scordatevi di vedere i remi perchè qui si va a spinta!

Nel passato, queste persone, avevano la funzione di prelevare la “rena” (sabbia) che naturalmente si trova sul fondo del fiume, caricarla a bordo dei barchetti o navicelli e riportarla a riva; dopo averla scaricata, veniva passata al setaccio e divisa in base alle caratteristiche in modo da ricavarne così, materiale adatto alle costruzioni. Da qui, ai “renaioli” venne attribuito il soprannome di “bucaioli”, cioè coloro che bucano, termine tipicamente toscano che ad oggi viene utilizzato a mo’ di sfottò in modo non troppo lusinghiero oppure per qualcuno particolarmente fortunato.

L’imbarcadero si trova in prossimità di Piazza Mentana, nel tratto di lungarno che va dalla Biblioteca Nazionale all’ingresso degli Uffizi,

attraverso una discesa che conduce direttamente al fiume. Al momento di salire, mi ha fatto ridere una signora perchè proprio dal cuore le è uscito quest’esclamazione”io ho paura anche delle vasche da bagno” chissà cosa devo aspettarmi?! La risposta non può che essere una: solo cose meravigliose, il barchetto ha una stabilità veramente incredibile, tanto che se fossi stata bendata e mi avessero chiesto: dove siamo? Non avrei assolutamente MAI risposto in barca.

Ok..ora che la sicurezza del mezzo è accertata…VIA, si parte!! Godiamoci quest’oretta sul fiume d’argento, immaginiamo come doveva essere la città ai tempi dei medici, ascoltiamo le storie provenienti da così lontano, raccontate dalle voce esperta della nostra guida, che per ogni palazzo, ponte, torre, scorcio ha un aneddoto da raccontarci. A proposito di ponti, il primo che troviamo è proprio lui..uno dei simboli di Firenze nel mondo (per il quale sto pensando ad un post esclusivo), il mitico PONTE VECCHIO.

L’avrò percorso centinaia di volte, ma non mi era mai capitato di passarci sotto..ed effettivamente, stravolgendoti di colpo la prospettiva, fa un certo effetto. Tramite google, siamo abituati a vedere migliaia di immagini, dall’alto, di fronte e pure di lato, ovviamente da tutte le angolazioni possibili ed immaginabili, ma non ho il ricordo di foto scattate da sotto.

Grazie a questa visuale, sapendo cosa cercare si riesce a vedere la storia scritta nella struttura, quella storia ormai lontana e così profondamente diversa dall’attuale: basti pensare che al posto delle gioiellerie che oggi vi risiedono stabilmente, al tempo dei Medici qui si trovavano i macelli. Dal momento che la raccolta differenziata non era ancora così perfezionata e data la vicinanza del fiume, non è difficile immaginare cosa ne venisse fatto degli scarti delle lavorazioni: i sistemi di scarico delle botteghe, o per dirlo più semplicemente i buchi da dove venivano gettati i rifiuti direttamente in Arno, sono tutt’ora visibili..basta saper dove guardare…e la nostra guida puntualmente, ci ha indicato la direzione.

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Il secondo ponte, sotto al quale lentamente scivoliamo è quello di Santa Trinita.  Purtroppo, quella che tutti noi oggi possiamo ammirare, non è la costruzione originaria, che andò distrutta in un bombardamento della seconda guerra mondiale, ma una ricostruzione identica alla precedente.

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Ponte Santa Trinita

La sue linee così semplici ed al tempo stesso incredibilmente eleganti sono invidiate da molti altri ponti sparsi in tutto il mondo; questa eccezionale struttura venne disegnata dal genio di Michelangelo e realizzata da Bartolomeo Ammannati su commissione di Cosimo I Medici. All’epoca delle grandi edificazioni Medicee, i fregi ed i simboli di Cosimo, primo tra tutti il capricorno, si potevano trovare su quasi tutte le costruzioni e questo ponte non rappresenta certo un’eccezione.

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Grazie alla posizione privilegiata data dalla barca, è possibile ammirare una cosa totalmente invisibile a chi si trova ad osservare questa magnificenza dal marciapiede: nell’arcata centrale sotto alle due spallette, furono realizzate 2 minacciosissime teste d’ariete rivolte verso il basso.

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L’intento era quello di spaventare chi si trovava in navigazione sull’Arno, specialmente i pisani con i quali al tempo non correva certo buon sangue, tanto che è per colpa loro se il pane fiorentino è sciocco*.

Le scoperte non sono certo finite con questi due arieti: per esempio, in un spazio piccino piccino picciò, lasciato tra un edificio ed un’altro, scorgiamo il campanile della Chiesa dei Santi Apostoli che si affaccia in piazza del Limbo, così chiamata perchè qui sorgeva un cimitero dedicato ai bambini morti prima di aver ricevuto il sacramento del battesimo.

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Poco oltre, si notano due dimore storiche: Palazzo Alfieri e Palazzo Gianfigliazzi-Bonaparte: il primo testimone del tormentato  triangolo amoroso tra l’Alfieri, la Contessa d’Albany ed il pittore François-Xavier Fabre, mentre il secondo residenza fiorentina del Manzoni durante il suo “risciacquarsi i cenci in Arno” prima della stesura dell’immortale Promessi Sposi.

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Sull’altra sponda del fiume ecco il retro della Chiesa  di San Jacopo Soprano, ma tra i fiorentini meglio conosciuta come “la Chiesa con il culo in Arno” perchè durante le piene, le acque vanno a toccare la facciata esterna in corrispondenza dell’abside.

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Poco oltre invece, si scorgono il “quartiere dei pulciosi“, così chiamato per il degrado in cui si trovava, ed il punto prediletto dai fiorentini dell’epoca per suicidarsi: in questo luogo la corrente del fiume era particolarmente forte, quindi in caso di tuffo più o meno accidentale, era morte certa.

Se le mura e le finestre di Firenze potessero parlare, chissà con quante e quali fantastiche storie potrebbero sorprenderci. Tra tutti questi collegamenti tra il “di qua” ed il “diladdarno”** cosa c’è? Gli intrighi di palazzo, le passioni, la goliardia mista alla fede dei cittadini; assieme alla corrente, da qui è passato e continua a farlo, tutto ciò che è la vita di questa straordinaria città. Secoli di storia affacciati ai balconi, pescaie adibite a spiagge, rive testimoni di storie d’amore più o meno clandestine, distruzioni e ricostruzioni dovute alle guerre..Firenze non ha mai potuto, non può e non potrà mai fare a meno del suo fiume..

Curiosità

  • * Attorno al 1100, ai tempi della storica ed agguerrita rivalità tra le città di Pisa e Firenze, i pisani, pensarono bene di usare uno stratagemma un po’ particolare per averla finalmente  vinta sui fiorentini. Il piano, era quello di bloccare il porto in modo che all’acerrima nemica, non venissero più consegnati i rifornimenti di spezie ed in particolar modo del sale. I fiorentini, dal canto loro, non si lasciarono intimidire da questo embargo e tra le contromosse studiate per ovviare al problema, vi fu anche quella di intimare ai fornai di eliminare il sale dagli ingredienti necessari per fare il pane. Questa tradizione alla fine si radicò tanto nella vita dei cittadini, che ad oggi a distanza di secoli, il pane fiorentino continua ad essere sciocco.
  • ** Tradizionalmente Firenze, si considera tagliata in due dal fiume: infatti esiste una parte”di qua” ed una “diladdarno”. La prima è la zona più monumentale, quella comprendente i quartieri di San Giovanni, Santa Croce e Santa Maria Novella, passeggiando tra i quali si possono ammirare il Duomo (Santa Maria del Fiore), il Battistero, Palazzo Vecchio e le Basiliche di Santa Croce e Santa Maria Novella tanto per citarne qualcuna. Nell’Oltrarno invece, si trovano i quartieri di San Frediano, Santo Spirito e San Niccolò, con Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli, Piazzale Michelangelo e l’Abbazia di San Miniato al Monte. Ad oggi, questa seconda parte è considerata a ragione, come la parte vera della città, quella dei commercianti, delle botteghine, degli artigiani ma soprattutto dei cittadini..

 

 

 

 

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28 thoughts on “Firenze in barca

  1. Devo ancora scrivere l’articolo su #Firenzeinbarca e l’80% delle cose che volevo scrivere le hai già scritte tu pari pari 😁
    Io mi sono divertita un sacco a fare questa mini escursione sull’Arno, abbiamo Firenze così vicina e pensiamo di conoscerla, e poi invece si scoprono tante curiosità davvero interessanti!! Fare il giro con voi è stato ancora più divertente 😀

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  2. Il Ponte Vecchio è praticamente l’unica cosa che ricordo del mio unico weekend a Firenze, e infatti vorrei tornarci! Pazzesca questa cosa del navigare sull’Arno coi renaioli, è da fare assolutamente! Me la segno!

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  3. Bel racconto coinvolgente! Adoro scoprire le città dall’acqua, non avevo idea si potesse farlo anche a Firenze, e in un modo così originale poi! Grazie mille dello spunto!

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  4. Ciao!
    Volevo dirti che questo è un buonissimo articolo! Mi è piaciuto tanto, che l’ho tradotto in sloveno!
    Noi siamo una scuola linguistica – offriamo i corsi di italiano per gli stranieri, ma anche i corsi dello spagnolo e giapponese per gli italiani e scriviamo anche un Blog, descrivendo i luoghi storici di Firenze! Nostra Scuola si chiama SCUOLA TOSCANA e ci si trova nella Piazza SANTA CROCE!
    Ti invito che visiti nostra pagina ufficiale e anche il Blog della Nostra Scuola!

    http://www.scuola-toscana.com/

    https://italianinitaly.wordpress.com/

    Saluti di Scuola Toscana,
    Nika 🙂

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    1. Ciao, grazie mille..sono contenta che vi sia piaciuto tanto da tradurlo 🙂 Mi mandi il link dell’articolo? Sono curiosa di vedere come suona in un’altra lingua. Mi raccomando allora..fammi pubblicità 🙂

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      1. Si, adesso l’ho tradotto ma solo una parte- solo mi è servito come punto di partita in realtà, per poter ricordarmi alcune informazioni, perché anch’io sono stata nella gita con barca sull’Arno e ho scritto 2 articoli. Uno proprio per quanto riguarda i renaioli che lo puoi trovare in questo link:
        https://italianinitaly.wordpress.com/2016/07/26/aprender-italiano-en-una-excursion-con-el-barco/

        E poi anche sul Ponte Vecchio con Corridoio Vasariano che c´è qui:

        https://italianinitaly.wordpress.com/2016/09/15/s-solo-toskano-odkrivamo-skrivne-koticke-mesta-firenz-il-corridoio-vasariano/

        Questa settimana faccio anche l’articolo su ponte Santa Trinità e ti lo faccio vedere, se vuoi.
        Grazie e saluti di Scuola Toscana,
        Nika

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      2. Ecco;
        ti lascio qui due link dei miei due articoli in lingua slovena su questo Ponte 🙂
        https://italianinitaly.wordpress.com/2016/09/22/sola-toskana-pripoveduje-zgodbe-mostov-cez-arno-michelangelov-most-santa-trinita/
        e l’altro:

        https://italianinitaly.wordpress.com/2016/09/23/most-santa-trinita-ali-najlepsi-most-po-mnenju-fiorentincev-scuola-toscana

        Grazie e saluti cordiali di SCUOLA TOSCANA, SANTA CROCE 😉
        Nika

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