Islanda: info più o meno utili

Per la pianificazione di un viaggio ad Agosto in Islanda, c’è da tener conto di qualche piccolissimo fattore, del tipo: la relativa/scarsa disponibilità di strutture alberghiere, il numero sempre maggiore di turisti e, soprattutto, l’aspetto economico. Dire che quest’isola è cara assatanata, probabilmente non rende bene l’idea di quanto realmente lo sia, quindi almeno per quanto riguarda volo, macchina ed alberghi, è bene tenere a mente che: chi prima prenota, meno si svuota il portafogli!

Con il famoso senno di poi, proverò a rispondere a qualche interrogativo di carattere organizzativo, che mi ponevo prima di partire. Ovviamente, questa pseudo lista è in base alla mia esperienza, perchè sicuramente, ci sono altri mille modi diversi per affrontare lo stesso viaggio, di cui io non posso parlare in quanto non ne so assolutamente niente.

Scelta del volo: Icelandair, la compagnia di bandiera, permette di raggiungere Keflavik direttamente, senza fare scali in giro per l’Europa; ovviamente, salvo promozioni, i costi sono più elevati rispetto alle altre compagnie Low Cost. Noi abbiamo volato con la Air Berlin e prenotando a Febbraio, a detta di molti, ci siamo aggiudicate la tariffa del secolo: 600 € bagagli in stiva, e scali in mezza Germania, compresi!

  • Andata: Firenze – Dusseldorf – Berlino – Keflavik
  • Ritorno: Keflavik – Dusseldorf – Firenze

Devo fare un ringraziamento alla compagnia, perchè nonostante quei due o tre problemini di vento all’aeroporto di Firenze, che ci hanno fatto partire con giusto quelle due ore di ritardo, è riuscita lo stesso a farci imbarcare sul volo finale per Keflavik.

Scelta della macchina a noleggio: Noi ci siamo rivolte alla Hertz, con la quale abbiamo prenotato, per una totale di 18 giorni, una Toyota Auris a 2 ruote motrici oltre assicurazione base, navigatore gps e secondo guidatore. La tipologia della vettura, rientra assolutamente nelle scelte da fare prima di partire; è bene sapere che: le dimensioni contano ma MAI quanto le ruote motrici, che possono essere 2 o 4. La differenza sta tutta nel prezzo e nella libertà di movimento che ne deriva:

  • con le 2 ruote motrici, oltre alla statale n°1 o Ring Road, la via di comunicazione principale che collega tutta l’isola, puoi fare solamente qualche deviazione percorrendo strade secondarie, spesso non asfaltate;
  • con le 4 ruote motrici, puoi addentrati verso l’interno e percorrere tutte le piste, riconoscibili perchè denominate con la lettera F ed il numero..tipo F19.  Indipendentemente dal percorrere le piste o dal guadare i fiumi, una 4×4 permette di affrontare con maggior agilità le strade di montagna (i tornanti sterrati e senza guard rail, non vi abbandoneranno MAI) ed i sentieri che conducono ad attrazioni più isolate come ad esempio fari o scogliere. Sappiate che questa libertà si paga..quindi un’alternativa interessante, nel caso siate interessati ad escursioni in luoghi particolari, è quella di contattare le agenzie del luogo e farsi scarrozzare con i loro potenti Jeepponi a millemila ruote motrici cingolate.

Se tornassi indietro, opterei certamente per un 4×4, perchè mi offrirebbe la possibilità di addentrarmi in una parte dell’isola, cui stavolta non ho potuto minimamente prendere in considerazione; ovviamente con tutto il rispetto per la nostra macchinuccia, soprannominata “Vika”, dalla scarsissima, per non dire inesistente, visibilità posteriore.

Mezzi di trasporto alternativi: Con maggior disponibilità di tempo o ideando altri giri, è possibile spostarsi: a piedi, in autobus, in autostop (purtroppo non avevo posto in macchina, altrimenti giuro che avrei dato un passaggio a tutti gli autostoppisti incontrati), in moto, in camper (come non ricordare la carovana, composta da ben 15 camper, in cui ci siamo imbattute nel bel mezzo di una bellissima strada sterrata in salita ed a strapiombo sul niente..immagina la facilità per sorpassarli..ah questi burloni erano partiti tutti dal nord italia) ed in bicicletta. Sappiate che se deciderete di percorre la Ring Road in bicicletta beh, diverrete automaticamente miei idoli..a vita!

Condizioni delle strade: La Ring Road è la strada principale dell’Isola e tramite un percorso ad anello, praticamente ne ricalca il profilo; è ad una corsia per senso di marcia, quasi completamente asfaltata e percorrendola, si toccano tutte le principali attrazioni che questa terra ha da offrire. L’unico tratto più “bruttarello” che abbiamo incontrato è stato durante lo spostamento da Egilsstaðir ad Höfn, ma quello è stato anche l’unico giorno di pioggia dell’intera vacanza, stavamo viaggiando dentro una nuvola e la visibilità era quasi a zero…effettivamente i motivi per essere definito un “tratto bruttarello”, erano molteplici.

Città: Non considerando la capitale, si hanno solamente 2 o 3 città che arrivano a toccare il migliaio di abitanti, le restanti, possono variare tra le 100 e le 700 unità. Questo significa che in alcuni agglomerati vi è un unico ristorante..toglietevi subito dalla testa il pensiero che, data la sua unicità, i prezzi siano inferiori…ah, vi divertirete un sacco quando scoprirete dell’assenza del supermercato. Uno dei dilemmi che più ci ha attanagliato durante questi 20 giorni è stato: “ma com’è possibile che questi abbiano dei giardini pieni zeppi di decorazioni STREPITOSE come: casine dei troll, nani, animali in ferro battuto, pezzi di legno intagliati ecc ecc, se NON abbiamo MAI trovato negozi di oggettistica in NESSUNA città visitata”? La teoria di una mia amica è stata da manuale:” In ogni città c’è un artigiano specializzato in qualcosa (falegname, fabbro, vetraio ecc), che lavorando giorno e notte, riesce a soddisfare la richiesta di tutta la sua comunità e di quelle vicine..in fondo, non ci vivono poi molte persone”. Inutile dire, che nemmeno il rincoglionimento di quando avremo 97 anni, la salverà dalle prese in giro per questa teoria. Purtroppo, solamente in aeroporto a fine vacanza, abbiamo scoperto che i negozi in realtà ci sono eccome, solo che si trovano tutti fuori dalle città, talmente tanto imboscati che se ci passi vicino in macchina, nemmeno ti accorgi della loro presenza. Chi dovesse trovarli, mi contatti che avrei da fare un paio di acquisti 🙂

Dove dormire: Come tutti gli On the Road prima si stabiliscono le tappe e poi, di conseguenza, si pensa a dove dormire; noi abbiamo optato per b&b con bagno in comune e, per fortuna, colazione compresa. Ai fini del bilancio, la colazione fuori può risultare decisamente un problema. Praticamente abbiamo sempre dormito da persone che disponendo di una casa grande o a più piani, ne affittava una parte a volte mettendo a disposizione anche un cucinotto; poi al mattino, l’abbondante colazione viene servita in quello che, nei periodi di chiusura dell’attività alberghiera, è il salotto.

Cosa mangiare: In quella che sarà la vostra dieta Islandese, EVITATE di includere: balene, pulcinelle di mare e loro simili! Che gli autoctoni ne mangino con regolarità ed abbondanza è pressappoco una leggenda metropolitana, infatti, questi animali vengono cacciati quasi esclusivamente per essere dati in pasto a noi, poveri turisti scimuniti..quindi, se vogliamo continuare a vederli sguazzare o volare liberamente, evitiamo di farli finire nei nostri illustri pancini. Per il resto, il pesce è STREPITOSO, sia che venga cucinato o fatto alla griglia; credo che per molti anni a venire, mi leccherò i baffi ricordando il Wolf Fish mangiato a Sudureyri o gli Scampi di Hofn (60€ scampi + birra). Ah, quello che loro chiamano Lobster, in realtà sono scampi e non aragosta.  Purtroppo non sono riuscita ad assaggiare l’agnello, in nessuna sua forma..rimedierò la prossima volta! 

Tavola&Finanze: Escludendo qualche cena fuori, che si contano sulle dita di una mano, le restanti sono state consumate in camera; ovviamente dopo la tappa al supermercato per comprare: pane, prosciutto, formaggio, pomodorini e birra. Se ogni sera avessimo mangiato al ristornate piuttosto che dal paninaro, o in questo dal fish&chippaio, trovato per strada, avremmo sforato il budget..ma anche di tanto. La cena ad Hofn è stata messa a votazione perchè, pur sapendo benissimo che sarebbe stato tutt’altro che economico, volevamo comunque assaggiare gli scampi. Per salvaguardare le nostre finanze, siamo diventate clienti fedelissime della catena di supermercati Bònus, riconoscibilissima grazie al suo simbolo: un salvadanaio a forma porcellino dal color rosa shocking su sfondo giallo. Le nostre spese comprendevano: panini e birre per la cena, mele per il pranzo e tutti quei “troiai” di cui si sente la necessità passando molto tempo in macchina.

Acquisti: Magari ne avessimo fatti! Scherzo, ovviamente qualche souvenir, alla fine, ha trovato posto all’interno della mia valigia, le cartoline sono  state spedite e non ho saputo resistere di fronte al tipico maglione invernale..poi stop. Tanto per dare un ordine di grandezza alle mie parole, ti dico che: il maglione mi è costato 115€ circa, per una statuina raffigurante uno dei 13 “Babbi Natali” avrei speso 80€ circa, mentre per un pacco da 20 tovagliolini da tavola, con la stampa di una pulcinella di mare, sarebbero serviti 20€ circa.

Attrazioni: Per essere onesta, devo ammettere che in realtà non è tutto caro anzi, ci sono pure cose per le quali non si paga nemmeno una corona (la moneta locale)..cose, tipo? L’aria che si respira o la pioggia che cade? Assolutamente no..la cosa fantastica di questa Nazione è che per godere di tutte le sue attrazioni principali, non è necessario aprire il portafogli. Ed attenzione, per attrazioni non intendo tre sassi messi di traverso ed incastrati l’uno sull’altro, NO, qui troverete cascate strepitose, vulcani, pozze di acqua calda, campi di lava e veramente, chi più ne ha più ne metta! Beh, qualsiasi escursione deciderete di fare, vi costerà in media dalle 50 alle 100€, ma ai fini dell’ammirare le meraviglie del posto, non sono sempre necessarie. Ad esempio a Jökulsárlón c’è la possibilità di navigare nella laguna tra gli iceberg a bordo del gommone o del mezzo anfibio (la barca con le ruote), ma se deciderete di non farlo, potrete comunque ammirare questi ghiaccioloni secolari, in modo più che soddisfacente dalla sponda del lago. Per quanto riguarda il Whales Watching, ovviamente questo discorso non è valido, però per quanto mi riguarda, vale assolutamente la pena spendere 80€ per questa esperienza. Vengono organizzati anche tour per l’avvistamento delle pulcinelle di mare..non importa parteciparvi per vederle..noi ci siamo state talmente tanto vicine che se avessimo allungato il braccio, le avremmo fatto un grattino alla testina..

Clima: Premetto che secondo me siamo state mooolto fortunate, in quanto abbiamo trovato solamente un giorno veramente brutto e piovoso; durante la prima settimana non abbiamo MAI visto il sole, sempre e solo cielo grigio, ma praticamente niente pioggia. Poi il cielo ha iniziato ad aprirsi sempre di più, fin quando negli ultimi 4/5 giorni, ci ha regalato un sole bellissimo. In questi 20 giorni, più che far freddo, ha tirato un vento tremendo, che raramente ci ha dato tregua..alcune volte è stato impossibile fare le foto, se fossimo state amanti del mosso, ecco in questo caso sarebbero venute foto strepitose. Durante il giorno la temperatura è sempre stata attorno ai 14°C, a volte è scesa a 9°C, altre salita addirittura a 20°C. Durante la notte non so a quanto sia potuta scendere, generalmente alle 10 eravamo già a letto, però la prima notte per sbaglio abbiamo lasciato la finestra di camera aperta ed al mattino non c’era nessun pinguino seduto sul davanzale. 

Come Vestirsi: Io che sono freddolosa indossavo: la maglia termica, una felpa ed il piumino, i pantaloni invece, erano tecnici ma non avevano un tessuto particolarmente pesante o caldo. Per completare la divisa da “omino Michelin” indossavo dei guanti leggerissimi, una sciarpa in cotone ed il cappello di lana fisso in testa. Per sicurezza, avevo portato le calze da mettere sotto i pantaloni, ma per fortuna le ho indossate solamente per fare Whales Watching (anche se la compagnia ci ha fornito la tuta termica, da indossare prima della partenza). Gli ultimi 4 giorni, quando il sole è uscito, a rallegrare i nostri animi, siamo riuscite addirittura a sfoggiare la manica corta!!!

 

 

 

 

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18 thoughts on “Islanda: info più o meno utili

  1. Giuro che non pensavo l’Islanda come un paese così costoso! I paesi del nord Europa da un lato mi hanno sempre spaventata un po’ perché soffro molto il freddo, però dall’altro mi attirano molto perché penso sia come scoprire un mondo nuovo… Comunque ottime e utili queste informazioni pratiche. 😉Per capirmi meglio che temperature c’erano di giorno? E di notte?

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    1. Giaaaaa!! ecco che mi ero scordata..le info sul clima!! sbadata me!! Ora le aggiungo, coomunque…senti, il problema maggiore non è stato tanto il freddo quanto il vento…NON DA TREGUA!! La temperatura minima di giorno è stata sui 9°C mentre la massima è arrivata addirittura a 20°C. Io indossavo una maglia termica, la felpa ed un piumino leggero; guanti fini, sciarpa di cotone e cappello di lana praticamente fisso..Le calze sotto ai pantaloni, le ho messe solo per andare a vedere le balene..

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  2. “siamo state tanto vicine alle Pulcinelle di mare da riuscire quasi a far loro i grattini sulla testina”… Che belloooo!!! 😍😍😍 Ma davvero le cacciano per darle da mangiare ai turisti? No, vi prego, io devo ancora vedere dal vivo…

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  3. Sapevo che l’Islanda era cara, ma non pensavo che potesse essere anche più cara della Svezia e della Norvegia!
    Davvero è impossibile vedere dei negozi in giro? Ma a questo punto mi viene da pensare: non è che ha ragione la tua amica ? 😉

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    1. Noi non ci siamo riuscite 😟😟 però in aeroporto abbiamo conosciuto una ragazza che tra erasmus e scambi vari ha vissuto lì per circa un anno..è stata lei a dirci che i negozi di “aggeggi”come si chiamano noi, si trovano tutti in luoghi nascosti fuori citta..mannaggia a loro!!

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  4. Cavolo! Sai che l’Islanda era la diretta concorrente di New York quando stavo programmando il viaggio post laurea? Avevo trovato degli ottimi voli con WOW Air da Roma (diretto tra l’altro!), però poi per tutto il resto la spesa era eccessiva. E dopo aver letto il tuo post sono ancora più convinta di aver fatto bene a scegliere New York… l’Islanda ancora non posso permettermela 😀 prima o poi ci vado però, le tue foto su Instagram sono strepitose!!

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    1. Si, me l’avevi detto che era arrivata in finale con NY. Purtoppo, non c’è nulla da fare…l’Islanda è cara..atrocemente cara. Probabilmente, se fossi stata in te, anche io avrei fatto la tua stessa scelta; la grande mela è sempre la grande mela. Onestamente, credo che entrambe, ognuna a suo modo, siano come dei mondi paralleli, per quanto mi riguarda difficili da paragonare a qualsiasi altro luogo io abbia mai visitato.

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      1. Vero 🙂 direi che tra di loro sono agli antipodi, però in qualche modo mi affascinano entrambe! Mi sa che l’Islanda aspetterà ancora un po’ per me visti i costi. Ma non demordo, magari la prossima estate 😀

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  5. A me l’Islanda ispira tantissimooo, il problema è che sapevo fosse carissima (una mia amica è stata lì in Erasmus), quindi l’ho sempre un po’ accantonata.

    Peró deve essere stupenda, ho visto le tue foto su Instagram e sono da sogno!

    Che tenerezza le pulcinelle di mare *_*

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    1. Si, a livello naturalistico è veramente spettacolare, c’è una varietà di meraviglie incredibile. Vulcani, ghiacciai, scogliere c’è di tutto. Uddio si le pulcinelle…hanno degli occhietti così tenerini.

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  6. Ho visto alcune tue foto su Instagram, spettacolari!!! Mi piacerebbe un sacco visitare l’Islanda ma ogni volta che ci provo mi blocco per i prezzi folli.. Ma mai dire mai!! 😉 Prima o poi troverò l’offerta giusta, mi preoccupa solo il clima perché sono freddolosissima, ma per un viaggio questo ed altro! 🙂

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    1. Grazie mille..ma con l’Islanda, “mi piace vincere facile” 🙂
      Si..mai dire mai, poi secondo me, quest’anno sono stata particolarmente sfigata, perchè credo che abbiano rialzato i prezzi dopo gli Europei di calcio. Guarda, se può consolarti, io sotto i 27°C ho freddo..e alla fine, tranne un paio di giorni, non sono stata malissimo..anzi, gli ultimi giorni li ho fatti pure in maglietta.. 🙂

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