Anghiari – Il borgo della Battaglia

A chi non è mai capitato di trovarsi con il naso all’insù, tra le vie di un qualsiasi paesino del nostro bel paese, intento a pronunciare la fatidica frase: “Questo è decisamente il più bel borgo d’Italia”. Ebbene si, fortunatamente ci possiamo permettere il lusso dell’incertezza; che si parli di località marittime, montane, pianeggianti o collinari, in Italia è difficile rimanere delusi dalle nostre città, così caratteristiche e ricche di storia.

Parlando della Toscana è veramente impossibile non tirare in ballo la pietra miliare della nostra regione: I Medici; anche Anghiari, il borgo di cui ti sto per parlare, deve la sua centenaria fama alla dinastia medicea.

Anghiari e la storia:

Siamo nel Giugno del 1440, più o meno a metà strada tra il Casentino e la città Arezzo. L’alba è vicina e l’esercito Milanese, accampato a Sansepolcro, si prepara a sferrare l’attacco a quello del Granducato Toscano stanziato ad Anghiari, assieme ai suoi alleati Veneziani e Pontifici; date le forze in campo, non è difficile immaginare che dall’esito dello scontro sarebbero dipese poi le sorti dell’Italia intera. I ducali pensarono bene d’iniziare la loro marcia prima del canto del gallo, in modo da riuscire a cogliere gli avversarsi tra il sonno e la sorpresa ma ahiloro, tra il dire ed il fare non ci fu di mezzo il mare bensì un problema strategico. Fu colpa della luna piena? Furono forse gli eccessivi schiamazzi dei soldati? O magari il polverone tirato su dai cavalli al galoppo?! Insomma, quale che fu la causa, i prodi Toscani accorgendosi immediatamente di quanto stava accadendo risposero di conseguenza, andando poi, circa sei ore dopo, a vincere la battaglia. Va considerato che Sansepolcro si trova moooolto più in basso rispetto ad Anghiari e tra loro non esistono ostacoli visivi, quali ad esempio boschi o montagne…quindi per quanto io sia assolutamente di parte, mi tocca ammettere che stavolta c’è proprio “garbato” vincere facile.

A dispetto della sua fama, che ci fa immaginare una violentissima battaglia con grandi spargimenti di sangue,  questo scontro fu solamente “tanto fumo e niente arrosto”. Come giustamente suggerisce wikipedia, Machiavelli in persona sbeffeggiò lo scontro con queste parole: “Ed in tanta rotta e in sì lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò“.

Anche se alcuni storici, a seguito di analisi più recenti, farebbero salire il numero dei caduti a circa 900, io continuo a preferire la versione romanzata della storia in cui, al termine di una battaglia lampo, si ha una sola perdita e per di più legata ad una caduta da cavallo. Dai non c’è confronto.

Anghiari ed il mistero del dipinto perduto:

Come stavo dicendo, i Medici sono, in tutto e per tutto, la chiave di volta che sta alla base della fama che ruota attorno alla battaglia. Agli inizi del 1500 Cosimo de’ Medici dette incarico a due artistucci da quattro soldi, che rispondevano al nome di nome Leonardo e Michelangelo, di realizzare due affreschi raffiguranti nell’ordine la Battaglia di Anghiari e quella di Cascina. Entrambe le decorazioni avrebbero trovato spazio sulle pareti del Salone dei 500 (allora conosciuto come “Sala del Gran Consiglio”) di Palazzo Vecchio, in modo da mettere in chiaro il ruolo predominante dei Fiorentini rispetto, ad esempio, ai Pisani ed ai Senesi.

Purtroppo Leonardo fece alcuni errori di valutazione che lo portarono a sbagliare completamente la tecnica pittorica, tanto che, ben presto, si vide costretto ad interrompere definitivamente la lavorazione a nemmeno metà dell’opera.

A distanza di qualche anno, Cosimo I incaricò il suo buon amico Vasari di ristrutturare interamente il Salone per renderlo più ricercato ma soprattutto più imponente. – Del loro rapporto di amicizia te ho parlato qui – Il mistero nasce proprio in occasione di queste modifiche strutturali: leggenda vuole che l’Architetto fece realizzare una seconda parete di fronte a quella contenente l’opera del genio di Vinci, in modo da utilizzarla come base per il nuovo affresco raffigurante la Battaglia di Marciagallo, senza per questo dover necessariamente distruggere quella di Anghiari.

Ad oggi si ritiene che il Vasari all’interno del suo dipinto, avrebbe inserito molti dettagli ed indizi che rimanderebbero a quello Leonardiano: primo tra tutti la frase “Cerca trova” scritta in bianco su una bandiera verde.

marciano
La Battaglia di Marciagallo del Vasari – fonte Internet

Per fortuna, alcuni artisti riuscirono a riprodurne alcune copie prima che il “sarcofago” venisse calato, ed è proprio grazie a queste che il dipinto perduto è giunto fino ai giorni nostri.

Attualmente però, ci troviamo ancora nel campo delle teorie perchè, purtroppo, non esistono risposte in merito alla veridicità o meno di questa storia; quel che è certo invece, è che per risolvere il mistero si è scomodata addirittura la National Geographic, i cui tecnici, tramite sonde endoscopiche, hanno passato al setaccio l’intera parete del salone in cerca di possibili conferme.

Anghiari oggi:

Come dicevo prima, credo che Anghiari possa benissimo trovare il suo posticino all’interno della classifica dei borghi più belli d’Italia. La sua storia centenaria non solo è visibile ma addirittura percepibile: non esiste angolino, balcone, porta o pietra che non ti riporti con la mente ai giorni della Battaglia oppure a quelli in cui Leonardo passeggiava tra queste vie con i carboncini in mano. Ma la bolla spazio temporale che avvolge questa cittadina non riguarda solamente la storia “storica” ma anche quella relativamente recente fatta di botteghe, di artigiani e di chiesette piccine picciò, al cui interno sono conservati pezzi pregiatissimi dall’altissimo valore economico/storico/culturale/echipiùnehapiùnemetta. Ma la cosa che forse mi è piaciuta di più, oltre all’immaginarmi cavalieri in ogniddove, è stato vedere quanto gli Anghiaresi amino la loro città e facciano di tutto per abbellirla ulteriormente. Qui, non pende un capello anzi, sarai circondato da piante, vasi, vasini, alberini, fiori, rampicanti, rose, ecc ecc a tratti avrete addirittura l’impressione che le finestre siano state realizzate con l’unico intento  di fare da supporto ai vasi. Potrei passarci una giornata a descrivere angolino per angolino tutte le vie del borgo..ma le mie parole comunque non renderebbero giustizia.. quindi, eccoti un po’ di foto..

 

 

 

 

 

 

Annunci

17 thoughts on “Anghiari – Il borgo della Battaglia

    1. Si, è impressionante quanto il paesino sia veramente rimasto al tempo della battaglia; poi è tenuto veramente “come le cose sante” come si dice da queste parti. Anche a me le cose misteriose, gli aneddoti, le stranezze e particolarità fanno veramente impazzire

      Mi piace

  1. Fin dalle elementari e la visita a Palazzo Vecchio sento parlare di Anghiare e della sua battaglia, ma in realtà non mi ero nemmeno mai chiesta dove fosse di preciso 🙂 Grazie per la rispolverata di storia e per le belle foto!

    Mi piace

  2. Marghe ho letto questo post con talmente tanta avidità che mi sono dimenticata di commentare! Ahah ho adorato la parte in cui descrivi la storia del borgo e di “cerca trova”, sono cose che mi appassionano!! A Anghiari però alla fine non ci sono mai stata, avrei dovuto andarci l’anno scorso e invece non ho fatto in tempo. Spero di rimediare, prima o poi! 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...