Carnevale di Venezia tra storia e magie.

Al mondo esistono tanti tipi di città più o meno moderne o caratteristiche, poi ci sono quelle che più o meno si prestano. A che cosa? A spiattellare la loro storia in faccia ai viaggiatori che giorno dopo giorno decidono di esplorarle. In alcune avverti la saccenteria, in altre la superbia, in certe città ancora troneggia la gloria dell’impero oppure sono ancora visibili i segni lasciati da illustri artisti e mecenati. Poi ci sono quelle uniche nel loro genere, in cui sono le storie che hanno da raccontare a fare la voce grossa. Storie di persone che vi hanno abitato per poi partire in cerca dell’altrove, dell’esotico, dell’oriente.

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Venezia è tutto questo.

Venezia è un labirinto di calli, ponti, gondole e finestre arabescate.

Venezia è molto di più.

Venezia è come una donna che decide o meno di ammaliarti e di concederti il piacere della scoperta; che ci si creda o meno, è sempre e solo lei a pianificare il tuo percorso, a farti prendere una calle ed a metterti di fronte al ponte che dovrai attraversare; è lei a condurti in alcune zone piuttosto che in altre e non c’è niente da fare, Venezia va assecondata.

Il fatto che non ci siano automobili poi la rende quasi unica, pensa che se non fosse per il rumore dei vaporetti e delle barche che scorrazzano per il Canal Grande, gli unici suoni che sentiremmo sarebbero quelli dei nostri passi, dei bambini che giocano a campana nelle piazzette e dei gondolieri che imprecano contro il “Tasciugo DeLonghi” che gli ha asciugato il canale. Amici gondolieri consolatevi, sono cose che capitano…noi abbiamo le buche nelle strade.

Venezia trasuda magia, sempre, anche se c’è un periodo nel quale questo fenomeno paranormale si accentua, ci sono giorni in cui ti sembra di vedere fantasmi provenienti dai tempi del Doge, della Serenissima, di Marco Polo

e pure da quelli in cui Casanova trovava ospitalità in quasi tutti i letti della città.

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Ovviamente sto parlando del Carnevale. Immagina di trovarti al tramonto in una calle lontana dalla centralissima ed affollatissima Piazza San Marco, quando le tenebre avanzano e le luci si accendono..e proprio lì a qualche metro da te ecco un movimento quasi impercettibile, che sia un lenzuolo mosso dal vento?

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No, è altro, si tratta del lembo di un mantello frettolosamente tirato via; appartiene ad un’ombra che velocemente si sposta tra le strette vie, prima a destra e poi a sinistra, quasi a volerti seminare.

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Questa sagoma giocherà con te ed alla fine, dopo essersi fatta desiderare, dopo averti sedotto ed indotto a seguirla, solamente allora si farà acciuffare; e pensa alla tua sorpresa quando voltandosi lascerà che tu scorga il tuo volto…c’avevi creduto è? Perchè per Carnevale, a Venezia, non esistono volti ma solamente maschere, sagome, ombre e fantasmi dal passato.

E qualche sciroccato con gli occhi spippolati ed un polipo in mano.

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Amici sciroccati scherzo, io lo sono più di voi e poi il mondo è bello perchè è vario.

Breve storia sul Carnevale:

I primi cenni relativi a questa festa giungono addirittura da alcuni scritti dei primi anni del secolo mille, dai quali è facile comprendere come il Carnevale Veneziano fosse l’equivalente dei giochi Romani; in questo caso veniva data l’opportunità alle persone appartenenti ai ceti medio-bassi di sfogarsi deridendo e contestando autorità ed aristocrazia, accusati di essere un po’ troppo “bacchettoni” per quanto riguardava la morale e l’ordine pubblico. I cittadini indossando il mantello dell’invisibilità, alias maschere, potevano far sentire la loro voce, o almeno averne l’illusione, senza per questo subirne delle conseguenze.

Alcuni nobili decaduti intravidero dei risvolti a dir poco interessanti per la loro condizione sociale: protetti dal segreto dell’anonimato infatti, potevano nuovamente aver accesso ai salotti dai quali erano stati banditi, oppure, nei periodi di ristrettezze finanziarie, riuscivano ad ottenete qualche pasto gratis extra.

Poi si sa, alla gente dai un dito e lei te lo stacca e si prende tutto il resto, così la situazione sfuggì di mano. A tutti. Di brutto. E dall’essere cuscinetto sociale antistress al passare ad un girone dantesco a cui facevano capo tutti i vizi del mondo, conosciuto e non, fu un attimo.

La maschera garantiva l’anonimato, l’anonimato era sinonimo di libertà, la libertà permetteva, per tutto il tempo del travestimento, di mettere la propria quotidianità in stand by e così facendo classi sociali, vincoli coniugali, rispetto delle regole, e credo religioso venivano nascosti sotto al mantello come si fa con la polvere ed il tappeto.

La situazione divenne talmente tanto ingestibile da costringere le autorità a porre rimedio con alcune limitazioni:

  • Nel 1340 venne vietata la circolazione in città, in maschera, durante le ore notturne;
  • Nel 1450 venne vietato l’accesso, in maschera, ai luoghi sacri;
  • Venne vietato di portare indosso qualsiasi tipo di oggetto contundente;
  • La prostituzione, in maschera, venne messa al bando
  • Nel 1700 venne vietato l’ingresso, in maschera, alle sale da gioco
  • Nel 1770 alle donne sposate venne impedito l’accesso, in maschera, al teatro.

Fin quando nel 1800 circa, con l’occupazione Napoleonica prima ed Austriaca poi, il Carnevale venne abolito in tutta la città eccezion fatta per le isole di Murano e Burano.  Oltre 2 secoli, tanto è durato l’oblio del Carnevale probabilmente più famoso d’Europa, fin quando attorno al 1980 le associazioni dei cittadini, il Comune, ed altri enti trovarono il modo di far finalmente risorgere questo antico spettacolo. Ovviamente niente è come allora, i fasti e le atmosfere sono diversi, ma la tradizione è viva, le storie che resero celebre la Venezia del tempo sono nuovamente pronte per essere udite e inseguite tra le calle della città.

Info utili:

Questa città si può visitare in un modo solo: perdendosi! E’ delle dimensioni giuste per rapirvi, ma non a tempo indeterminato.

Libreria Acqua Alta: andatela a cercare, è un luogo incredibile: impossibile non lasciarci un pezzo di cuore. Si trova nel Campiello del Tintor 

Scala Contarini del Bovolo: Ti dico solo che è definita come “il tesoro di Venezia” ma anche come “la scala a chiocciola più imponente e pregevole di Venezia”. Si trova in una perpendicolare di Calle Locande ed è veramente un peccato perdersela. Per maggiori informazioni puoi visitare la pagina internet ufficiale .

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9 thoughts on “Carnevale di Venezia tra storia e magie.

    1. Grazie mille 🙂 Anche io non avevo idea che il Carnevale avesse subito questo lungo stop. E’ una fortuna che ci siano state persone intelligenti e volenterose che si siano prese la briga di farlo rinascere, altrimenti noi oggi non lo conosceremmo

      Liked by 1 persona

  1. Venezia è magia pura, ma sotto il Carnevale sembra quasi si apra un varco temporale dal passato. Con quella punta di inquietudine che non guasta mai (ma forse è perchè ho letto troppi Dylan Dog 😉 ) Hai fatto delle foto strepitose!

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    1. Ahhahah, io invece sono nel trip di Corto Maltese. Hai ragionissima sul varco temporale, di notte poi, quando ti trovi le maschere nei vicoli fa veramente un certo effetto. Grazie mille per le foto, un bacione

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  2. Ho vissuto e lavorato un anno e mezzo a Venezia,infatti volevo proprio fare un post su questa magnifica città,e ogni volta che posso ci vado,come venerdì prossimo.
    Complimenti per il post non posso che concordare con quello che dici …Venezia è magica !!

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