Abbazia di Sénanque, un’oasi di pace in Provenza

Avete mai pensato di passare del tempo in un monastero? E con del tempo intendo qualcosa che vada oltre quello che occorre per dire un paio di preghiere ed accendere una candela.

Io sì! L’estate scorsa ho seriamente preso in considerazione quest’idea.

Una delle cose da fare assolutamente durante un viaggio in Provenza è visitare l’Abbazia di Nostra Signora di Sénanque;

se avete la fortuna di capitare durante la fioritura della lavanda, allora lo spettacolo è veramente garantito.

Questo luogo magico si trova a solamente a 5 chilometri dal centro di Gordes, si..proprio la bellissima cittadina in cui l’ex gladiatore Russell Crowe si godeva la sua ottima annata sorseggiando i pregiatissimi vini locali.

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Foto gentilmente offerta da Circuito Turismo

Più ci si avvicina all’Abbazia e più si percepisce una strana sensazione, come se questo posto, incastonato alla base di una gola, appartenesse ad un’altra epoca e fosse capace di emanare un incredibile senso di pace non appena si arriva al suo cancello d’ingresso.

Luogo fiabesco, mistico, sacro, gli aggettivi si sprecheranno mentre accucciati tra la lavanda cercherete di catturare la miglior inquadratura possibile, mettendo in primo piano ora una spiga, ora la facciata, ora il braccio di quella simpatica persona che incurante di voi vi si piazzerà di fronte.

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Un pochino di storia sull’Abbazia di Sénanque:

L’Abbazia, consacrata nel 1178, fu fondata ed è a tutt’oggi abitata da un gruppo di monaci cistercensi; l’edificio che è arrivato ai giorni nostri è il frutto di numerosi ampliamenti ed adeguamenti che di volta in volta, in base alle esigenze del momento, si sono resi necessari.

La struttura è uno splendido esempio di architettura romanica con pianta a croce latina, molto semplice, essenziale e dallo stile estremamente pulito; anche in questo caso l’architettura non solo adotta i principi ma addirittura si plasma sulla filosofia dell’ordine fondato da San Bernardo, che si rifaceva a quella di San Benedetto da Norcia: “Ora et labora“, “Prega e lavora“. Proprio per questo gli spazi interni e la disposizione delle sale sono concepiti in modo che i monaci possano eseguire le loro attività nel miglior modo possibile e senza distrazioni.

Nonostante la sua posizione decisamente nascosta, l’abbazia fu costretta a subire le guerre di religione prima e la rivoluzione francese poi, riportando ovviamente tutte le conseguenze che questi tragici eventi portano con sè: saccheggi, demolizioni, passaggi di proprietà ed abbandoni tanto per citarne qualcuno.

La sua travagliata storia si è protratta praticamente fino ai giorni nostri infatti, basti pensare che l’attuale comunità che vi risiede riuscì finalmente a riprenderne possesso solamente a partire dal 1988.

Dal momento che l’Abbazia è abitata, ovviamente non possiamo accedere a tutti gli ambienti che la compongono, quindi la visita che viene proposta comprende:

L’Abbazia:

La prima sala alla quale accediamo è il dormitorio, uno stanzone di circa 30 metri di lunghezza ricoperto da una volta a botte, dove è ancora possibile vedere i segni lasciati dai giacigli dei frati: un po’ di paglia stesa per terra, senza materassi e cuscini. Il locale è collegato direttamente alla Chiesa tramite una scaletta, in questo modo i monaci non dovevano fare molta strada per arrivare in tempo per il mattutino delle 4.30.

La Chiesa:

Molto piccola, raccolta, spoglia e lineare, rappresenta il perfettamente quello che è lo stile cistercense; è illuminata solamente da un rosone e da due piccole finestre poste dietro all’altare.

Il Chiostro:

E’ il luogo di passaggio, il punto nevralgico tra i vari ambienti dell’edificio. Anche in questo caso ci troviamo di fronte un ambiente molto essenziale, in cui è possibile apprezzare le decorazioni dei capitelli, il gioco dei chiaroscuri ma soprattutto il giardino al suo interno che è veramente bellissimo e ben curato.

Lo Scriptorium:

Questo era la stanza adibita alla lettura ed alla trascrizione dei testi sacri perchè era l’unico ambiente riscaldato dell’intero edificio; sono ancora visibili i segni dei due camini un tempo presenti.

La Sala del Capitolo o del Concistoro:

In questa sala, ogni mattina, i monaci si riunivano attorno al Padre Abate il quale, come da regola di San Benedetto, leggeva un “capitolo”. Qui si svolgevano le riunioni e si prendevano le decisioni riguardanti l’intera comunità, come ad esempio l’elezione dell’Abate,  l’ammissione di un novizio, la gestione dei beni e la veglia dei defunti che venivano poi sepolti nel cimitero situato all’altezza dell’Abside. Al suo interno ognuno occupava un posto ben preciso in base alla sua anzianità: i fratelli sedevano sui gradoni di fronte all’entrata mentre l’Abate invece occupa il posto, in piedi, al centro della sala, volgendo le spalle Tarasca, il diavolo, posta di fronte all’ingresso.

Tarasca

Questo è l’unico luogo di tutta l’Abbazia in cui ai monaci è consentito l’uso della parola, ancora oggi infatti vige la regola del silenzio. Dal momento che qui potevano parlare, lo facevano in grande o almeno senza molti sforzi perchè la struttura del locale, grazie alle sue nervature particolarmente marcate ed alle sei volte ribassate a crociera, permette di avere un’acustica eccezionale;

Al termine del percorso vi troverete all’interno del bookshop in cui sono disponibili cartoline, libri, sacchettini di lavanda, caramelle, saponette ecc. Una cosa assolutamente da comprare, non non importa se qui o lungo la strada, è il miele. Credetemi, è veramente delizioso, ed io, in generale, non ne sono una grandissima estimatrice.

Insomma, lo ripeto:

durante un viaggio in Provenza, questa visita è una delle cose da fare assolutamente.

Anche se della sua architettura non vi frega niente, anche se non siete credenti anche se non volete comprare le saponettine (made in qualche altro posto) dei monaci; a prescindere da qualsiasi “anche se” abbiate, non fatevi sfuggire la visita. La bellezza dell’edificio, l’ambiente, le sensazioni, la vallata in cui è inserita, la lavanda con il suo profumo, il silenzio, la pace che si respira fanno di quest’Abbazia un luogo unico al mondo.

Lavanda

Info utili sull’Abbazia di Sénanque:

  • Per maggiori informazioni, sugli orari, aperture/chiusure, eventi speciali, potete visitare il sito ufficiale dell’ Abbazia.
  • E’ possibile parcheggiare nel parcheggio riservato, che dista più o meno 30 secondi dall’edificio, ovviamente più tardi arriverete più sarete costretti a lasciare la macchina lontano..anche ad un chilometro di distanza circa.
  • Le visite possono essere sia individuali che di gruppo. Per le individuali ricordate di controllare gli orari prima di partire perchè variano quasi di mese in mese, mentre quelle di gruppo (circa 50 persone) della durata di un’ora circa vengono fatte esclusivamente in lingua francese. E’ possibile prenotare la visita online.
  • Il costo del biglietto è di € 7,50 intero,€ 3,50 ridotto.
  • Se siete interessati, incuriositi, bisognosi, curiosi di ritirarvi in meditazione, qui è possibile farlo.

Itinerario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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23 thoughts on “Abbazia di Sénanque, un’oasi di pace in Provenza

  1. Devo assolutamente tornare in Provenza, soprattutto considerando il fatto che volendo da casa mia (se non guido io) ci si arriva anche in quattro ore.
    Non conoscevo l’abbazia né la sua storia, ma credo di aver visto delle foto su internet perché qualcosa nella mia memoria è scattato.

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    1. Io sono rimasta talmente tanto innamorata che sto pensando di tornarci anche quest’anno, magari usufruendo di qualche giorno in più se possibile. Molto probabile che tu abbia visto quest’Abbazia in qualche post o in qualche immagine della zona, è un luogo molto famoso (l’ho scoperto solo l’anno scorso quando ho iniziato ad interessarmi al viaggio) e ti giuro che è veramente bellissimo.

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  2. Mi piacerebbe andarci in Provenza, non saprei quanto ci voglia come tempo partendo dalla Liguria. Ho letto che il periodo migliore è luglio, per via dei fiori 🙂

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      1. Eh ci andrei anche ad aprile ma ho letto appunto di luglio, sarebbe un peccato sprecarlo in altri periodi.
        Dai magari un weekend lungo

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  3. Nonostante dalla Toscana non sia una distanza proibitiva, non sono mai stata in Provenza (anche se ci sono andata vicina) e non conoscevo l’abbazia. Posso solo immaginare lo spettacolo con la lavanda in fiore!

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    1. Devi assolutamente andare a vederla, è bellissima. Per la lavanda, te fai conto che le foto che ho pubblicato sono state fatte verso il 25 giugno circa ed i campi erano praticamente ancora tutti in fiore

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  4. Amo particolamente l’architettura monastica, per il suo stile semplice e austero, quasi sempre immersa nei più bei paesaggi naturali. Mi piace soprattutto il chiostro, perchè mi dà sempre l’idea di essere il posto perfetto per leggere, riposare, meditare e, per chi crede, pregare. In Provenza non sono mai stato, ma se capito da quelle parti non mancherò la visita.

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  5. Non ci credo: io che amo tanto la Provenza, qui non ci sono mai stata… grazie di avere parlato di questo luogo che, ovviamente, sto già sognando di vedere! E visto che ho adorato il film con Russell Crowe, una capatina in quei posti è d’obbligo. Con i campi di lavanda fioriti, magari, come in un quadro.

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    1. Io uno spettacolo bello come quello dei campi di lavanda non l’avevo mai visto. E quest’abbazia ti giuro che è qualcosa di spettacolare; quindi visto che non ci sei stata, quale miglior scusa per tornarci? Grazie a te per essere passata di qui 🙂

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