Un giorno al Museo di Storia Naturale di Pisa

Purtroppo devo ammetterlo, faccio parte di quella cerchia di persone che ha visto più “estero” che Italia; vicino a casa ho posti incredibili, talmente tanto belli ed unici che meriterebbero di stare, un giorno si e l’altro pure, sulle prime pagine delle riviste di viaggio… ed io non ci sono mai stata. Ma per fortuna, ogni tanto, rimedio.

Complice la primavera che oltre alle belle giornate di sole, si è portata dietro anche qualche, santo subito, ponte, finalmente sono riuscita ad andare in un posto che da anni troneggiava sulla mia wish list: la Certosa di Pisa a Calci.

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In realtà, qui ci troviamo di fronte non ad uno ma a ben due musei distinti e separati: il Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci ed il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa; apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro ma in realtà ben si mischiano tra loro, andando a creare un ambiente suggestivo, curioso ed affascinante capace di catturare gli interessi ed i gusti dei visitatori di ogni fascia d’età.

Visto che ho appena detto che questi due musei ben si legano tra loro, ho deciso che ne parlerò in due post ben distinti e separati; così, giusto perché la coerenza è il mio punto forte.

Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa

Se cerchi un museo curioso, un po’ di sfizioso e diverso dagli altri, oppure se hai un cucciolo di uomo tra le mani e non sai come fargli passare la domenica, sappi che il museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, è il posto giusto per te.

Questa parte è gigantesca, quindi calcolate bene i tempi a seconda se deciderete, o no, di vedere anche il Museo Nazionale, e nel caso se farlo prima o dopo questa sezione. Noi, come sempre, ci siamo dilungate subito all’inizio e così abbiamo dovuto fare a corsa tutti gli altri ambienti, saltandone pure qualcuno, in modo da non perdere la visita guidata alla Certosa vera e propria.

Galleria dei minerali:

Modalità giovane marmotta speleologa: on! Hai presente quando sei a scuola e studi i minerali, guardi le fotografie e pensi: “see vabbè, fatti così esistono solo nei libri”.

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Un cavolo! Eccoli di fronte a te in calcare e quarzo…. vetrine su vetrine di minerali di ogni forma, colore e dimensione;

 

 

alcuni sono talmente tanto spaziali che il richiamo mentale alla casa di Superman è immediato.

 

 

Onestamente trovo che la scelta di inserire una specie di laboratorio didattico e di dedicare una buona parte dell’esposizione ai minerali della nostra regione, indicandone peculiarità e zona di appartenenza, sia molto intelligente ed istruttiva; un ottimo modo per stimolare la curiosità dei bambini sulle caratteristiche geomorfologiche del nostro territorio.

 

 

Galleria dei mammiferi:

Io qui ci sarei stata tutto il giorno, la notte ed anche il giorno successivo. Una notte al museo avrebbe benissimo potuto essere girato qui. Dalla tigre, all’ermellino, passando per il bufalo, il cervo, il koala, l’orso, la puzzola…..

 

5 sale, piene zeppe di quasi 300 animali imbalsamati, provenienti quasi tutti da una collezione privata, poi donata al museo.  E’ partita una discussione sulle dimensioni di cervi, orsi, bufali e di non so quale altro peso massimo che non sto a dire, secondo me ci hanno quotate pure alla snai.

 

Galleria dei Cetacei:

Avete mai misurato una balena a passi da voi?

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Qui è possibile, anche se in realtà, quello a cui camminerete a fianco è “solo” il suo scheletro. 100 metri di galleria, realizzata nell’ex fienile della Certosa, in cui sono esposti una ventina circa, tra scheletri e riproduzioni varie.

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100 metri in cui per fortuna non ho incontrato mosche, perchè praticamente non ho mai chiuso la bocca, da tanto è stato lo stupore a ritrovarmi in un luogo così… immagina un lungo corridoio con il soffitto a travi, i cetacei al centro della sala, le “pareti” in vetro e le colline toscane tutt’intorno.

 

Ed io in questo posto io non c’ero MAI stata!

Due ore per tre sale, mancavano le sette spose ed i sette fratelli e poi eravamo davvero tutti;  fatto sta che così facendo ci siamo giocate quasi tutte le altre esposizioni e quelle poche che siamo riuscite ad (intra)vedere, le abbiamo fatte praticamente correndo. Ai dinosauri purtroppo è toccata solamente una rapida occhiata,

 

niente studio attento e meticoloso come avevo appreso in Jurassick Park e come già speravo di mettere in atto in quell’occasione. Non ho avuto tempo nemmeno di mettermi a giocare con le sagome in 3D dei vari Trex o simili, mannaggia.

 

Acquario:

Questa è l’unica parte che, nonostante l’emozione di trovarmi faccia a faccia con alcuni pesci spettacolari, onestamente a me non è piaciuta; nonostante ci si trovi di fronte al più grande acquario di acqua dolce in Italia, nonostante i suoi 5 settori e la miriade di bestioline contenute al loro interno, tra cui il piranha e la mitica trota koi.

 

E non lo ha fatto perché ho visto pescioloni grossi grossi in vaschine relativamente piccole, in cui ovviamente non staranno male, altrimenti non ce li terrebbero, però io ho quasi avuto un attacco claustrofobico al posto loro.

 

Ecco, se io fossi un regista di thriller e dovessi girare un film sulla Certosa, probabilmente la mia scena del crimine sarebbe girata proprio in questo punto, perché oltre alla lunga fila di vasche è proprio tutta la struttura ad essere una scenografia perfetta: luce tenue al punto giusto (sicuramente è tenuta così bassa per non dare noia ai pesci), stanzoni lunghi praticamente cunicoli, locali al piano interrato, umidità da foresta pluviale, ombre e silenzio, interrotto solamente dal rumore dei passi dei visitatori e dal gorgogliare delle vasche. Avete per caso visto il maggiordomo?

Questa è stata la mia impressione e con questo non voglio assolutamente dire che non sia un ambiente adatto ad ospitare i pesci e che: “Nessun animale è stato maltrattato durante l’esposizione in questi acquari”; e nemmeno durante la proiezione del mio thriller mentale.

Info utili sul Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa:

Maggiori info sul sito:

Biglietti:

Il Museo di Storia Naturale è organizzato in due settori espositivi, visitabili separatamente o con un biglietto cumulativo.

Un settore comprende le Esposizioni permanenti: Galleria storica, Giardino del Museo, Galleria degli anfibi e dei rettili, Galleria dei mammiferi, Sala degli archeoceti, Galleria dei cetacei, Sala dell’uomo, Galleria dei minerali, Sala “La Terra tra mito e scienza”, Galleria delle ere geologiche, Sale dei dinosauri, Sala della preistoria del Monte Pisano.

Ingresso: 8€

L’altro settore comprende l’Acquario e le Esposizioni temporanee. L’esposizione temporanea “Dinosauri: predatori e prede” sarà presente dal 17 novembre 2017 al 16 settembre 2018.

Ingresso: 8€

Ingresso cumulativo Esposizioni permanenti + Acquario ed Esposizioni temporanee: 14€

Orario di apertura:

Orario invernale (dal 1 ottobre al 31 maggio):
Dal lunedì al sabato: 9,00 – 19,00
Domenica: 9,00 – 20,00

Orario estivo (dal 1 giugno al 30 settembre):
Tutti i giorni: 10,00- 20,00

Come raggiungere il Museo:

Il museo si trova nella città di Calci a circa 15 km da Pisa ed 80 Km da Firenze.

Per raggiungere la Certosa con i mezzi pubblici da Pisa, occorre prendere l’autobus n°120. Fermata: Piazza Manin, praticamente di fronte a Piazza dei Miracoli; durata del viaggio: circa 40 minuti.

 

 

 

 

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7 risposte a "Un giorno al Museo di Storia Naturale di Pisa"

  1. Marghe già la foto su IG mi aveva incuriosita su questo museo speciale e ora che vedo la sagoma di Superman in mezzo alla criptonite “buona” sono proprio morta di curiosità! 😉 Ma non ci credo, non è possibile che un museo del genere sia così poco pubblicizzato! Caspita a volte ci vantiamo di certe scemenze di musei e poi abbiamo queste chicche dietro casa praticamente. Bellissima la galleria degli scheletri! Un secco NO invece sull’acquario. Ma io non faccio testo…ho bocciato anche l’acquario di Genova… 😛
    Non la segno, la metto proprio in calendario! 😉

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    1. Anche secondo l’acquario è un grandissimo NO, anche un po’ fuori luogo e tema, volendo. Il resto è veramente uno spettacolo… e dovresti vedere la Certosa, proprio un gioiello. Allora se lo metti in calendario, fammi sapere quando pensi di venire, così poi andiamo a farci un bel panino al prosciutto! Ahhaha

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