Cuba: info utili

Come organizzare un viaggio a Cuba?

Vi è stato un grande dibattito proprio sulla questione su come organizzare il nostro viaggio a Cuba; venivamo tutte da un anno lungo e sfiancante, le energie erano così risicate che nemmeno fare il bagno nel supdradin sarebbe servito per ridarci quello slancio di cui avevamo bisogno per mettere in piedi questa vacanza.

In tutta questa fase di non progettazione avevamo solo due certezze: la prima era che eravamo stanche; la seconda che avremmo soggiornato solo ed esclusivamente in case particular, cercando di evitare completamente gli alberghi.

Da brave spulciatrici di blog, siamo andate alla caccia di info proprio su queste famigerate case, ed in tutti i diari di viaggio consultati c’era scritto più o meno, sempre, la stessa cosa: agosto è un mese turistico – c’è molta affluenza – cercate di fissare prima di partire. E questo fatto ci rimandava dirette al punto uno delle nostre certezze: eravamo stanche per tirare avanti questa baracca.

A questo punto gli scenari possibili erano due: partire all’avventura, cercando una sistemazione direttamente in loco, oppure affidare a qualcuno il compito di fissare per noi.

Alla fine, un po’ intimorita da questa così allarmante invasione degli europei, improvvisamente desiderosi di conoscere e toccare con mano tutte le vicende cubane, mi sono lasciata convincere a prenotare tutto da casa; per farlo ci siamo affidate ad Evaneos, un sito che ti permette di entrare direttamente in contatto con un operatore locale, che ti aiuterà a sviluppare il viaggio in base alle tue richieste. Nel caso foste interessati, la mia referente è stata Regla, una vera bomba di energia.

Il pacchetto che abbiamo acquistato, dopo aver stabilito l’itinerario che facesse al caso nostro, comprendeva alloggi e trasporti per tutta la durata della vacanza; di preciso non saprei suddividere i costi, però tenete presente che una tripla in casa particular mediamente costa circa 25 CUC a notte, colazione compresa. 8 CUC è il costo medio per le cene e 5 CUC per 3 shot di rum conciliatori del sonno.

Moneta:

A Cuba sono in vigore 2 monete: il CUC (circa 1 dollaro americano) per i turisti ed il CUP o peso cubano,  per gli autoctoni. Difficilmente userete la moneta locale, anzi, mi raccomando di fare attenzione ai resti perché le due banconote sono molto simili tra loro, con la sola – minimissima – differenza che 1 CUC vale circa 25 CUP.

Noi abbiamo scambiato gli euro direttamente in aeroporto perché a detta di tutti questo metodo è più vantaggioso, semplice e veloce rispetto a quello di recarsi agli uffici di cambio, chiamati Cadeca, presenti nelle varie città e riconoscibili dal lungo serpentone di persone in attesa del proprio turno.

Cosa mangiare a Cuba:

Non aspettatevi la nouvelle cuisine.

Il vostro menù spazierà tra: frutta, fagioli, riso, platano, pollo, maiale e pesce.

Sicuramente le difficoltà nel reperire il cibo non aiuta la fantasia in cucina, però in 15 giorni abbiamo mangiato la stessa cosa, fatta sempre nello stesso identico modo, indipendentemente dalla zona geografica in cui ci trovassimo. Con questo non intendo assolutamente lamentarmi della mancanza di varietà nella cucina, anzi c’è solo da ringraziare che nonostante i problemi oggettivi, riescano ogni volta ad imbandire banchetti nuziali per noi turisti spesso ingrati. Ad ogni modo i piatti tipici esistono e qualcuno siamo riuscite a mangiarlo anche noi:

  • Ropa vieja, letteralmente “vestiti vecchi”: uno stufato non bellissimo alla vista, ma dal sapore gustosissimo,
  • Zuppa di fagioli neri;
  • Aragosta alla griglia (12-20 CUC a seconda della “turisticità”);
  • Moros y Cristianos: semplicemente riso negro o blanco.

A meno che non siate affamati come il lupo della Spada nella Roccia che tenta di papparsi Semola, al momento di ordinare ricordatevi di chiedere che vi venga portato poco – pochissimo – contorno, perché i piatti principali vengono serviti con abbondanti porzioni (per non chiamarli catini) di riso, platano, fagioli, zuppe ecc. e vi garantisco che non riuscirete a mangiare nemmeno la metà di tutto quel ben di Dio.

Le colazioni invece sono a base di frutta (il loro mango dovrebbe essere eletto a patrimonio dell’Umanità), uova, formaggio, spremute e caffè. Per quanto riguarda l’argomento caffè, tanto caro a noi Italiani, devo dire che secondo, alla fine, me non è poi così male, anzi.

La nostra spesa media per pranzi/cene è stata di circa 15-20 CUC a testa; solamente a Cinfuegos ed a Trinidad abbiamo sfiorato i 30 CUC, solo che nel primo caso la cena li valeva tutti, nel secondo NO!

Dove dormire a Cuba:

Ecco la lista delle Case Particular, ed Hotel, in cui abbiamo soggiornato noi:

La Avana:

Hostal la China – Aguiar 563 e/ Teniente Rey y Muralla – tre notti

In piena Habana Vieja, proprio a due passi dalla centralissima Plaza Vieja. Questa casa è quella dove ci siamo trovate “peggio” soprattutto per la freddezza/indifferenza con cui siamo state accolte, non siamo riuscite a scambiare nemmeno mezza parola se non per richiedere el papel igienico. Per quanto riguarda la camera, tripla, era abbastanza risicata e la mancanza di finestre si sentiva tutta, tra il profumo di scarpe e vestiti sudati (per 3 notti per 3 persone), il bagno in camera e la cucina proprio di fronte alla porta, non so quale santo possa averci salvaguardate dall’asfissia.

Viñales:

Villa Candida – Calle Orlando Nodarse # 17 e/ 2da y Sergio Dopico Viñales – due notti

Situata appena fuori dalle tre vie centrali del paese, ma comunque distanti circa un minuto a passo lento; qui ci siamo sentite proprio come fossimo a casa nostra, i proprietari sono stati davvero spettacolari. Questa volta praticamente abbiamo navigato nel lusso, infatti abbiamo avuto a disposizione una piccola depandance con zanzariere, finestre, spazio vitale a sufficienza e un bagno ben 5 volte più grande di quello de l’Avana. Compreso nel prezzo era prevista anche di una cena tipica, dalla quale ci siamo alzate rotolando nonostante avessimo chiesto di cucinare poco pochissimo. Il sigaro, chiacchiere e stelle cadenti, ce li siamo goduti in santa pace, comodamente sedute sulle sedie a dondolo sopra il tetto della casa.

Playa Girón:

Hostal Tania y Richard – una notte

Anche qui l’accoglienza è stata delle migliori, Tania soprannominata la brasiliana per la sua saudaji, è stata una padrona di casa perfetta, sempre pronta a consigliarci cosa fare e dove andare per trovare il mare bello, l’escursione migliore, o il divertimento notturno. Camera ampia e confortevole, con ingresso esclusivo.

Cinfuegos:

Hostal Rivero Novoa – Ave 41 # 5611 e / 56 y 58 – una notte

Anche in questa casa, distante pochi minuti a piedi dal centro storico, ci siamo trovate veramente molto bene: molto spaziosa, ben curata e dotata di tutti i confort non ci è mancato proprio niente. Ma la menzione particolare senza ombra di dubbio se la merita la padrona, decisamente SUPER! E’ una chiacchierona unica ed inimitabile, però dalla gentilezza, simpatia e cordialità veramente estreme: oltre a tutti i suggerimenti per la serata ed al cocktail di benvenuto, ha prenotato per noi al ristorante, ci ha regalato un braccialettino per uno ed una tessera per un’ora di navigazione su internet (è stata l’unica abitazione in cui potevamo disporre della connessione wifi).

Trinidad:

Hostal El Cantinero – Francisco Petersen # 164 e/ Francisco Javier Zerquera y Mario Guerra – tre notti

La migliore casa particular in cui abbiamo soggiornato; come valore aggiunto, a farvi divertire come dei pazzi, ci penserà Flochi (per me Tobia) il meraviglioso cagnolino di casa…semplicemente STEPITOSO! La casa super mega colorata e con giardino interno, si trova a due minuti a piedi dal centro città; le camere sono solamente due, quindi non vi disturberà praticamente nessuno; si trovano entrambe al primo piano e dispongono di un grande terrazzo con sedie a dondolo e tavolini per frescheggiare alla sera. Assolutamente niente da eccepire… oddio avrei tanto desiderato che mi regalasse Flochi, ma non si può aver tutto dalla vita.

Cayo Santa Maria:

Hotel Valentín Perla Blanca – Lagunas del Este – tre notti

5* – all inclusive – adults only.

Tornassi indietro non ci andrei.

Struttura bella e moderna, con piscina, animazione, bar, spettacoli ecc ecc… però: camere fredde e umide e pulizia che lasciava alquanto a desiderare soprattutto nel ristorante in cui le tovagliette non venivano MAI né sostituite né tanto meno lavate… gli passavano sopra giusto un cencino umido così, tanto per togliere le bricioline.

In generale noi tornerei più in questo cayo dove ci è stato chiesto il documento per entrare (magari succede in tutti, onestamente ignoro), ma sopratutto dove ti ritrovi in una specie di gabbia dorata, in cui dalla spiaggia passi  al bar e poi al ristorante, invertendo l’ordine degli addendi più e più volte al giorno. Ah ed il personale non dico che fosse scontroso ma quasi.

Varadero:

Hotel Barcelo Arenas Blancas – Calle 64 e/ 1ra Ave y Autopista Matanzas – due notti

4* – all inclusive.

Struttura un po’ datata, all’esterno molto bella, all’interno insomma…. le camere erano talmente umide che tutto era bagnaticcio e prendeva il puzzino del cane bagnato. Alla reception ci hanno dato solo la chiave di camera senza spiegarci niente di niente sul funzionamento del resort (anche banalmente l’orario del ristorante). Ma bastava affacciarsi in spiaggia per dimenticarsi dell’umido, del puzzo e dei receptionist smemorati… uno spettacolo della natura. Al contrario dell’albergo di Cayo Santa Maria, qui il personale non era gentile, mille volte di più…

Comunicazioni a casa:

Mi raccomando appena saliti in aereo, dopo aver mandato gli ultimi whatsappi ad amici, amanti e parenti togliete la connessione dati. Ripeto TOGLIETE LA CONNESSIONE DATI! Questa non è un’esercitazione. Nel caso ve ne scordiate, al vostro arrivo sull’isola, come riaccenderete il telefono vedrete i soldi della vostra ricaricabile smaterializzarsi direttamente sotto ai vostri occhi. Da Cuba comunicare con l’Italia potrebbe essere un’impresa, io avevo deciso che avrei utilizzato quelle due settimane come periodo di disintossicazione dal cellulare e così mi sono categoricamente rifiutata di fare la rabdomante in giro per l’isola in cerca della vena internettifera.

Questa mia posizione ma soprattutto il fatto che madre abbia il telefono dell’epoca 3310, l’ho pagata mooolto cara: il comunicare la mia presenza in vita, per 15 giorni, tramite sms credo mi sia costato almeno 30€; ho avuto il terrore di conoscere l’ammontare esatto della spesa.

Quindi se non volete fare gli asceti ed avete parenti 2.0, compratevi la schedina “Nauta” che al costo di 2 CUC vi permette di connettervi per un’ora alle reti internet sparse per la città; sempre ammesso che riusciate a trovare gli hotspot attivi (generalmente quando vedete il pienone di gente è solo ed esclusivamente per quel motivo) ma soprattutto funzionanti. Queste tesserine magiche sono acquistabili negli spacci turistici, Tiendas, nei bar, ristoranti ed anche negli alberghi o più semplicemente, solo per 1 CUC extra, dai tanti “rivenditori” ambulanti che vi assaliranno in ogniddove.

 

 

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8 risposte a "Cuba: info utili"

  1. La cameretta umida, puzzolente e senza finestre mi ha ricordato la mia stanza/cella in Messico dove c’era un buco nel soffitto per far circolare l’aria, e dove ogni giorno mi portavano via un pezzo a scelta perché serviva ad altri: asciugacapelli, coperta, sedia, tappeto… Però dai, almeno negli altri posti è andata meglio!
    Ora comunque il viaggio a Cuba si aggiunge alla mia never ending lista dei posti da vedere 😀

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    1. Ahahahah la versione rivisitata, corretta ed applicata al turismo di Robin Hood: rubare l’asciugacapelli a chi ha il tappeto per darlo a chi non ha la sedia. Ahahahah oddio le risate. La cosa straordinaria è stata proprio questa, che nelle case particolari siamo state benissimo (Avana mezza compresa e mezza esclusa) cosa che, contrariamente ad ogni aspettativa, non è accaduta nei super mega resort . Però alla fine siamo state bene, abbiamo poco da lamentarci, per un po’ di puzzo di cane bagnato non è mai morto nessuno. Un abbraccione

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  2. Quando descrivi la tua esperienza nelle case particular mi son quasi immaginata i gestori come usciti da un romanzo della Allende. Che fico! Post utilissimo Marghe! Anch’io avrei optato per il periodo di disintossicazione da cellulare visto che non ci sto mai dietro a questa cosa delle schede/abbonamenti per risparmiare sulle comunicazioni…

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  3. Ma come il rum conciliatore di sonno, eravate proprio ma proprio stanche eh!? Di Evaneos ne ho tanto sentito parlare ma non l’ho mai utilizzato, quindi se lo raccomandi mi fido! Il platano nel piatto? Ma intendi proprio l’albero? E come veniva cucinato sono curiosissima! 😛
    Altro che il lupo di Semola…io sono affamata come il lupo del NULLAH che tenta di papparsi Atreyu nella Storia Infinita hahahahah! El papel igienico mi piace un sacco, sarà il mio tormentone della settimana 😉
    Che meraviglia la combo sigaro+chiacchiere+stelle ti ho invidiata tantissimo sallo. Il discorso roaming mi è capitato proprio nei giorni scorsi in crociera: come la nave arrivava in acque internazionali a 20miglia dalla costa scattavano tariffe improponibili e l’offerta attiva sul cello si congelava letteralmente, che mafia! Però staccare ogni tanto è terapeutico.
    Marghe adesso mi tocca andare su Youtubbbe a sentirmi un po’ di Gloria Estefan! ❤

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    1. Ma io ti prego, ma posso darti il mio numero così puoi mandarmi il messaggino del b.giorno e b.notte? Mi fai sganasciare dalle risate. Oddio il lupo il NULLAH, quanto lo ho odiato…come Atreyu NESSUNO MAI! Senti, da quanto ho capito esistono 2 tipi di platano: il tubero ed il frutto. Il tubero viene utilizzato al posto delle patatine fritte e ti dirò, secondo me è anche più buono. Come frutta il top del top del top è il mango, dolcissimo e gustosissimo. Senti, mi sono avanzati un po’ di sigari, quando torni in toscana se ne fumano un paio, d’altronde questa sorellanza andrà pure suggellata, o no?!

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