A Cuba nessuno muore di fame

Avvertenza:

Quello che ho scritto, probabilmente un elenco senza fine di luoghi comuni e banalità, è tutto frutto dei miei pensieri, della mia esperienza e di tutto ciò che mi è stato raccontato da autoctoni e non; ovviamente non pretendo che questa sia la verità assoluta, anzi sarei ben felice se qualcuno mi smentisse in toto rendendo questi 1500 caratteri delle grandissime cagate.

A Cuba nessuno muore di fame.

Sole, spiagge, palme, Havana 7, ballerini e ballerine, musicisti, la salsa, l’allegria e… luoghi comuni ne abbiamo più?

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Cuba è anche questo, ma NON SOLO QUESTO.

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Uno parte per Cuba con gli occhi ed i pensieri pieni di queste immagini, con l’idea di tuffarsi in acque cristalline, magari standosene in santa pace sopra al fenicottero rosa gonfiabile, con in mano una Piña Colada e puntando il morone/a di turno che fa sfoggio di muscoli/curve mozzafiato.

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Eh, che paradiso che è questa Cuba? Non è vero?

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Boh, noi saremo un po’ controcorrente, decisamente particolari, ma questa è la nostra personale visione dell’Isola:

Da sempre svilita, usata, conquistata, barattata, sfruttata, Cuba è un paese violato, una fucina di ideologie fallite, di promesse mai mantenute, di sogni tramutati in incubi, di vite sospese tra lo sbarcare la giornata ed una sorsatina di rum. Si vive nel ricordo della rivoluzione che ha portato la libertà sull’isola, o meglio, si vive nell’illusione che questa famigerata libertà un giorno possa arrivarci per davvero su questo carcere di Isola.

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A Cuba nessuno muore di fame, ma non esiste altro. Non ci sono insegne, pubblicità o vetrine; niente souvenir unico ed inimitabile da riportare a casa, nessuna cosa tipica se non rum o sigari.

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Cuba puzza. Cuba puzza di tutti i puzzi del mondo: smog, gasolio, escrementi, muffe, cibo andato a male, decomposizione, fogna, alcool…; per tutti e 4 i giorni a l’Avana, il nostro punto di riferimento per ritrovare la casa particular era una testa di maiale, delicatamente appoggiata per terra in prossimità di alcuni cassonetti, confido che sia ancora lì a far da guardia a quell’incrocio.

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A Cuba nessuno muore di fame, però la fanno. Grazie alla libreta possono ritirare alcune razioni di cibo ma non è detto che siano sufficienti a coprire i borbottii della pancia;

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mentre i turisti si pappano delle meravigliose aragoste, perdendo il conto dei cin e dei Cuc spesi durante la serata. La nostra guida a l’Avana ci raccontava che negli ultimi periodi stavano avendo delle grandi difficoltà nel reperire il pollo… strano, sulle nostre tavole dire che abbondava è riduttivo… ah già, ma mica siamo del posto noi!

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E allora che si fa? Si prova a fregarli questi turisti; e sia chiaro che lo farei anche io, è sopravvivenza. Così ogni scusa è buona per “assaltarti”, per provare a portarti nel locale ggiusto dove suona la musica ggiusta; nella bottega in cui si vendono i sigari – dove venghino signori venghino, solo per oggi Cohiba ad offerta speciale; nel ristorante più in voga del momento; a bere el mejor mojito; a fare l’escursione che ti giuro bella come questa non ti ricapita più.

Nessuno parla di politica o se lo fanno ti vendono una versione light in cui tutto sommato traspare che ok, il sistema è questo, noi non autoctoni non possiamo capire ed alla base nemmeno loro ci riescono, però dai alla fine ci si abitua ed in fondo potrebbe andare anche peggio, potrebbe pure piovere.

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E ci sarebbe quasi da crederci se poi, per strada, non ti elemosinassero una caramella, una penna, un canottiera rossa in cambio di qualsiasi articolo si desideri tra la paccottaglia esposta sul banco della venditrice ambulante.

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Cuba es libre pero los cubanos no son libres.

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E’ abbastanza noto che ai Cubani non sia assolutamente consentito uscire dal paese a loro piacimento, ma non tutti sanno che queste limitazioni valgono anche in patria. Ad esempio, se hai la sfortuna di nascere fuori dalla capitale, avrai bisogno di un particolare permesso per potertici trasferire; stesso discorso se una mattina ti alzi con la voglia di andare a fare il bagno in un paradisiaco Cayo… beh, il passaporto ce lo hai vero? Nooo?! Ma che sfiga,  allora scordati il mare.

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Ah dimenticavo, sei cubano? Ed allora non puoi nemmeno salire in barca… eh che ci vuoi fare, così funziona la libertà da queste parti.

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Al momento, grazie a tuta una serie di privatizzazioni ed aperture politico-commerciali la situazione sta lentamente evolvendosi, ad esempio, al giorno d’oggi, per i pochi cubani che possono permetterselo è possibile andare al mare soggiornando negli stessi resort dei turisti. Però, sopratutto a L’Avana, difficilmente avrete la fortuna di intraprendere lunghe-simpatico-costruttive conversazioni con gli abitanti del luogo, perché esiste il serio e concreto rischio di veder spuntare la polizia a bloccare il vostro interlocutore, interrompendo così i vostri discorsi.

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Leggenda vuole che uno arrivi sull’isola e magicamente riesca a spostarsi da una parte all’altra su mezzi di fortuna (tipo i carretti trainati da cavalli), condivisi oppure in autostop, niente di più sbagliato; o meglio non è impossibile che questo accada, solo che magari dovrai aspettare 3 o 4 ore prima di riuscire a trovare la persona giusta che “accetti il rischio” di farsi vedere in compagnia di uno straniero.

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Ricordate, siete Cuc ambulanti, il sistema non può permettersi il rischio che possa succedervi qualcosa, di conseguenza nessuno può importunarvi nè tanto meno parlarvi della vera vita-vissuta dell’isola.

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E così ti trovi a girovagare tra le tua voglia di sapere, capire, conoscere ed i mezzi sorrisi degli isolani, che in quanto a “sibillinità” non sono, quasi, secondi a nessuno.

Il concetto di noi e di loro è tangibile: lo vedi, lo senti, lo percepisci e lo respiri pure. Il nostro profumare di shampoo e bagnoschiuma delicati, non allergenici ed auto scrabbanti, assieme il nostro alito mentolato al sapor di colgate fa da contrasto all’odore delle loro saponette e dentifrici… si proprio quelli considerati beni di lusso e per questo irreperibili negli scaffali dei negozi.

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Salvo casi più unici che rari, non ci spostiamo nemmeno con gli stessi mezzi: noi seduti sui comodi taxi, possibilmente cadillac rosso fiammante anni 50,

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loro in carri da bestiame convertiti a bus collettivi.

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E le belle chilometriche spiagge bianche, punteggiate di palme in cui passeggiano aitanti sirene e tritoni con il cocktail in mano? Certo che esistono, ma sono le “nostre”, quelle “appartenenti” ai resort esclusivi o ai Cayo tabù.

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Le “loro” sono sporche, piene di rifiuti che non fanno altro che aumentare di minuto in minuto; si narra che ad oggi non esista persona al mondo che sia riuscita a passare dalla strada al mare senza essere inciampata in qualche bottiglia di rum, lattina di birra, rifiuto o residuo alimentare “momentaneamente” appoggiata in spiaggia.

A Cuba nessuno muore di fame, però chi ha a che fare con i turisti ha la pancia un po’ più piena. Avvocati, ingegneri, dottori, professionisti in genere, mollano la professione per mettersi alla guida di un taxi, spesso come autista per qualche società perché comprarsene uno proprio costa l’ira di Dio. Una macchina può costare dai 50.000 ai 150.000 Cuc (1 Cuc vale circa 1 dollaro americano),

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vabbè anche in Italia i suv costano queste cifre, noi non navighiamo nell’oro eppure ne siamo comunque invasi, quindi dov’è il problema? Ecco, il problema sta tutto nel fatto che lo stipendio medio per un cubano si attesta sui 12/15 Cuc al mese; ad esempio la pensione da ex professore d’italiano della nostra guida a l’Avana, ammonta a 30 Cuc mensili, mentre come guida turistica ne percepisce 40, a gruppo.

Tanto per fare un mero gioco di proporzioni, possiamo considerare che un’aragosta al ristorante costa 15-20 Cuc, un sigaro dal campesino (a cui lo stato trattiene il 90% della produzione)  4, una cassa grande d’acqua 6, mentre per acquistare una bella casa ristrutturata nella capitale, occorrono circa 25.000 Cuc. Ognuno tragga le sue di conclusioni.

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Ed in tutto questo noi non facciamo altro che ripetere quanto, nonostante tutto, siano felici i cubani; quanto sorridano; che allegri come loro non se ne vede; che gli basta ballare per essere in pace con il mondo

Ma come possiamo pensare che quei sorrisi in realtà non siano il fondo del barile? Come possiamo scambiare la loro mitologica allegria con il “non ci resta che piangere”?!

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Fingere rispetto per chi ti obbliga ad uno stile di vita annichilente, verso chi sotto minaccia pretende i tuoi applausi, la tua forza lavoro ed il tuo sudore…ostentare amore per il tuo burattinaio…ma è da uscire di testa.

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Ritrovarsi in un Truman show in cui mai e poi mai, se non nel segreto della tua anima, puoi lasciarti sfuggire una mezza critica, un mezzo dissenso o una minima espressione dubbia o accigliata;

A_Cuba_nessuno_muore_di_fame (26)perché la gente osserva e corre a denunciare il sovversivo per prendersi la ricompensa, una porzione di carne in più ad esempio.

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Guardarsi intorno e non trovare occhi complici, comprensione, gruppo, fronte comune… a Cuba non esiste nessuna rosa bianca per l’amico sincero che ti dà la sua mano franca.

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Esistenze spese nel tentare di strappare un momenti o magari giorni all’oblio del sistema castrista, in cui le libertà sono immaginarie ed in cui, forse, per la maggioranza della popolazione i beni rifugio sono rappresentati da: ballo, rum e sesso; ossia da quei rari frangenti in cui potenzialmente hanno la possibilità di far evadere la mente da quel maledetto regime.

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Ma… ragazzi ma che mare esagerato che c’è a Cuba??

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19 risposte a "A Cuba nessuno muore di fame"

  1. Non sono stato a Cuba ma credo ciecamente in quello che scrivi. Ciò che di Cuba traspare dai suoi opachi confini sono solo una rappresentazione romantica di qualche nostalgico, come quelli che avrebbero voglia di ritornare negli anni ’30 perchè “i treni allora arrivavano sempre puntuali”. Oppure è la rappresentazione di chi passa 15 giorni i nqualche resort di lusso a Varadero e pensano che quella sia la vera Cuba. Credo ciecamente in quello che scrivi ed è per quello che ho difficoltà ad andarci, perchè mi sentirei troppo in colpa.

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    1. Cuba è meravigliosa ed atroce al tempo stesso, la sua natura è esagerata passi da Jurassik park ad acque che sembrano finte da tanto sono meravigliose…. solo che il rovescio della medaglia è atroce, veramente atroce. Noi ci siamo scervellate nel tentativo di capirci qualcosa, ma onestamente non siamo venute a capo di niente.

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  2. Finalmente un post che parla del lato oscuro di Cuba, quello difficile da trovare nei blog perchè ci si ferma alla foto con il drink in mano su spiaggia paradisiaca e addominali scolpiti. Marghe, a me piace la gente che approfondisce e questo tuo articolo me lo sono goduto tutto di un fiato. Mi hanno colpito l’umiltà e la forza delle tue osservazioni, è come se i tuoi occhi avessero frugato dove gli altri non hanno visto nulla o poco altro e questo secondo me è indice di grande sensibilità.

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    1. Grazie mille per le tue parole, sei veramente gentilissima. Sai che io non riesco a parlare di Cuba senza mettere luce su queste zone d’ombra? E’ più forte di me. La natura a Cuba è spaziale, quasi irreale… quest’embargo probabilmente ha salvaguardato i boschi, le coltivazioni, il mare e puoi solo immaginarti quanto sia potente questo lato selvaggio; però c’è questo alone del “non detto”, del taciuto, del voler far finta che tutto vada bene, quando è sotto gli occhi di tutto che in realtà non ci sia niente che vada bene per davvero. E per noi questa è stata la sensazione predominante, l’impatto con una realtà folle, da uscirci di testa proprio… e proprio non ce la faccio a parlare solo ed esclusivamente di quanto sia cristallino il mare o di che fisico bestiale che aveva il bagnino a Varadero. E ti giuro che quando me lo sono visto sbucare dall’acqua tipo Raul Bova mi è tocccato mettere le dita a croce e pronunciare “vade retro satana, non indurmi in tentazione”.

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      1. Ci credo Marghe.. Senti a me è piaciuto talmente che mi sono permessa di Condividerlo sulla pagina fb del blog.. Ti troverai il Tag😉 Un bacione!

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  3. Un’analisi forte, quasi crudele; crudele come può essere la verità. Cuba l’ho visitata molti anni fa, quando si stava sviluppando internet per intenderci. La situazione era molto simile, forse peggiore. Molta povertà incontrata anche se molto dignitosa. Purtroppo poi l’egoismo del viaggiatore, me compreso, porta a cancellare o quantomeno ad offuscare i tristi momenti, lasciando spazio solo a ciò che di bello hai incontrato: la dignità di un popolo, la meraviglia della natura, la bellezza del mare, la leggenda de la revolucion. Un bellissimo post.

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  4. Sono stata a Cuba lo scorso Novembre e lo dico dal principio: io da Cuba non mi aspettavo niente. Con mia immensa sorpresa invece mi ha regalato molto più di quanto immaginassi. E’ vero, ci sono frasi fatte che possono sembrare banali e senza senso. E’ vero, la maggior parte dei cubani vive una vita diversa dai soli sorrisi e l’allegria. La maggior parte delle cose che hai detto, devo condividerla perché ho visto con i miei occhi. Havana è povera, anzi Havana è estremamente povera e puzza da morire. Così povera che le case crollano letteralmente sulle teste delle persone che vengono costrette dal governo a lasciare la casa e andare in periferia così che il governo stesso possa ristrutturarle e usarle a suo piacimento.Ad Havana sono stata due giorni in una casa particular nella zona vecchia. Ho visto galline attraversare la strada, teste di maiali appese in giro (probabilmente abbiamo visto la stessa identica testa) e visto le guide fare il gioco del “ti consiglio io dove andare a comprare i sigari” sapendo perfettamente che per loro ci sarebbe stato il ritorno. Ho visto le meravigliose spiagge di Varadero dalla stanza di un resort. Se per tutte le altre tappe ho scelto le case particular a Varadero mi sono regalata un resort e lo ammetto candidamente. Ho goduto del cayo, delle spiagge e del mare cristallino, di quelle dove i cubani non ci sono e te ne accorgi subito perchè i turisti sono tutti bianchi come fantasmi. Ho visto una donna stalkerarmi ogni giorno a Trinidad chiedendomi una saponetta, tutti i giorni nessuna eccezione fatta. Tutto questo per confermare ancora una volta che per la maggior parte delle cose hai ragione. Però , ci sono dei però che per me sono d’obbligo. Nonostante la povertà e le tante mancanze i cubani sorridono sempre, e questo è perché è proprio nella loro indole. Hanno subito così tante privazioni che per loro ogni minima cosa diventa un regalo incredibile. I cubani visti nei vicoli la sera, quelli in cui non ci dovresti andare da sola perché chissà che ti può capitare, sorridono e ballano tra loro. Le luci nelle case sono spente e si ritrovano sui marciapiedi. Li ho visti nei vicoli poco turistici, di quelli che quando si accorgono dalla luce del lampione che la tua pelle è troppo pallida, si fermano, si nascondono quasi. Sono andata al mare su una spiaggia di cubani. Tutti cubani dal primo all’ultimo, tranne me, la mia amica e due turisti (una coppia). La spiaggia era pulitissima, piccola ma pulita. Non di quelle attrezzate ma comunque bella. Arriva all’improvviso un uomo ubriaco che comincia ad importunarci. Tutti i cubani che erano sulla spiaggia, tutti arrivarono in nostro soccorso. Parlava quell’uomo niente di che, però era fastidioso e in un batter d’occhio ci ritrovammo con una marea di uomini e donne che volevano assicurarsi che stessimo bene. Sono piccole cose, piccole attenzioni che sì a volte fanno dimenticare la grande povertà di un paese che per me però resta sempre felice per davvero. Scelsi di andare nelle case particular proprio per il contatto con le persone, per vedere la cuba più autentica possibile. Certamente la cuba che vediamo e viviamo noi turisti non è e non sarà mai la Cuba vera. Ma gli abbracci che mi hanno stretta, i sorrisi che mi hanno salutato e il calore che ho sentito con niente, davvero niente, quelli per me non possono essere che veri. Forse vivrò in una favola ma la povertà e il disagio che ho visto non possono coprire il calore e l’affetto che ho sentito! Cuba è povera e i cubani non hanno niente ma di certo per me hanno un cuore enorme e mi hanno fatto ricordare quanto con poco si può essere felici.Forse loro non lo sono fino in fondo però ricordano a noi quanto le cose materiali ci tengono attaccate a loro e quanto siamo sempre scontenti invece di apprezzare ciò che abbiamo. Perché noi, al contrario dei Cubani, davvero abbiamo tanto e non lo vediamo mai!Scusa il commento decisamente troppo lungo, ma è venuto fuori senza accorgermene! Un abbraccio a te!

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    1. No ti ringrazio assolutamente per questo tuo commento, non sai quanto mi abbia fatto piacere. Io purtroppo non ho trovato lo stesso calore, purtroppo mi sono imbattuta sempre nel cubano che in un modo o nell’altro tentava di “fregarmi” o di indurmi ad andare in un posto piuttosto che un altro. A Vinales, ho trovato una città boulevard, avrei potuto tranquillamente essere in una qualsiasi altra parte del mondo, a mio parere, il centro città non ha più niente a che vedere con cuba… è un parco a tema per noi turisti. A playa giron, eravamo le uniche 3 straniere, ho visto i nostri vicini di palma prenderci in giro a nastro e ronzare insistentemente tra le nostre cose. Onestamente il discorso, sacrosanto, che facevi te… quello sulla nostra sciagurata scontentezza (discorso che condivido al 190%) io l’ho “provato” più in Africa, lì veramente ho visto gli occhi illuminarsi per un niente, bambini prenderci in giro in modo genuino non a “furbini” come mi è successo a Cuba. E non voglio dire, e se è passato sto messaggio mi dispiace, che i cubani siano il male un popolo nato per spillarti lo spicciolo, però questo loro grande cuore io l’ho trovato solamente nel ballo… quando ti prendono e cercano d’insegnarti come ci si muove, e ti sorridono, si aprono e si comportano come non esistesse nessun contesto a dividerci. Sicuramente sarò stata sfortunata, mi sarò imbattuta in persone o situazioni non così avvolgenti e non sai quanto questa cosa mi dispiaccia… e sono talmente convinta che ci sia altro, oltre a quello che ho visto , che vorrei tornare per cercare di vivere quest’Isola in un modo migliore e più a contatto con gli abitanti.
      Spero di aver svarionato troppo in questa risposta e che i discorsi più o meno filino tutti.

      Ti ringrazio nuovamente per il tuo commento, questo calore che io non ho provato lo sto cercando un po’ da tutte le parti… grazie per avermene regalato un po’.

      Un abbraccione

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      1. Mi dispiace davvero tanto che tu non abbia vissuto bene questo viaggio. Havana io sapevo che ormai non era più quella di una volta, ecco perché decisi di fare solo due giorni. Ma per fortuna negli altri paesini, ho ricevuto un’ospitalità incredibile e un calore immenso. Varadero non è Cuba, è un finto paradiso dai resort di lusso e dalle spiagge meravigliose. Io l’ho provato e non lo nego. MA per me la vera cuba è Remedios, è Trinidad, Cienguegos e Playa Larga. Forse la mia fortuna è data dal fatto che mi sia affidata al passaparola per la case particular e quindi la fortuna ha voluto che ricevessi sempre bei consigli direttamente dai locali. O forse Cuba ha voluto darmi uno schiaffo in pieno viso, io che non mi aspettavo assolutamente niente mi sono dovuta ricredere! Spero tanto che tu possa ritornare e avere più fortuna perché quel calore che io ho sentito, quella voglia di trovare l’allegria e non arrendersi anche se magari dentro si sta morendo, mi ha fatto riflettere tanto!
        Grazie per questo confronto che io trovo molto costruttivo!
        A presto!

        Simo

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  5. Le tue parole mi ricordano le impressioni di una mia amica che qualche anno fa è stata a Cuba per quindici giorni. Anche lei mi disse qualcosa di simile a quello che dici tu: i cubani non muoiono di fame però gli scaffali dei supermercati sono vuoti. E questa è una cosa che mi fa sempre effetto, forse perché è un concetto che è talmente lontano da noi e da quello a cui siamo abituati. Non sono mai stata a Cuba ma le tue parole mi fanno anche tornare in mente tanti racconti dei paesi dell’ex blocco sovietico, dove alla gente era vietato parlare con gli stranieri (e magari in alcuni casi è ancora così oggi, chissà) per non rischiare di essere accusati di tradimento o spionaggio.
    Nonostante tutto però non riesco a resistere al fascino di questo paese dove spero di andare prima o poi!

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    1. Di fascino ne ha veramente da vendere, arrivare qui è veramente come sbarcare su un altro pianeta. L’Avana e Trinidad sono meravigliose, a me personalmente mi hanno letteralmente conquistata; girare di notte per quelle vie semibuie è affascinante ed il gioco di ombre e luci, secondo me, è quasi seducente. Spero di poterci tornare, magari nella parte sud che mi dicono essere meno turistica quindi un po’ più “genuina”

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  6. Resto a bocca aperta, non sono l’ultima fanciulla nata ieri ma nemmeno immaginavo che questa situazione fosse ancora più amara di quanto ci venga sbobinata dai canali ufficiali e soprattutto che perduri ancora oggi! Trovo assurdi i discorsi di passaporti per andare in certe zone dell’isola o che non si possa salire in barca! E il divieto di intrattenersi a colloquiare con i local di Avana è atroce! Una condizione di omertà indotta che mi fa crollare un mito. Non amando questa tipologia di destinazione (mare + spiaggia) mi ci ero sempre avvicinata con mera superficialità, pur non ignorandone le grosse problematiche sociopolitiche. Ma ragazzi la tua analisi Marghe è una doccia fredda, certe cose non le sapevo proprio! E una doccia fredda secondo me la provochiamo ai cubani ogni qual volta ne descriviamo la vita e le condizioni esaltando solo i sorrisi, i colori, le spiagge e la pucciosità dei drink mentre si passeggia in cadillac d’epoca. Ti giuro che stasera mi hai gelata. O_O
    Questo reportage deve girare assolutamente: come ha fatto Alessia ora lo condivido anch’io su Twitter.
    Detto questo ecco il commento serio: avevo letto “montone” non morone di turno! 😛

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    1. Guarda io mi aspettavo di trovare una situazione poco rosea, ma mai avrei pensato ad una cosa così. Cuba è bella, cazzo se è bella, un posto bello così è difficile da vedere e la gente è vero che sorride, è ridanciana, casinista… come se fosse una sorta di Napoli per l’aspetto folkloristico e stereotipato dei napoletani. Però non si può tornare da lì e lasciar trasparire che sia il paradiso in terra… Varadero non è Cuba. Il centro di Vinales, a me sembrava di essere in un set cinematografico da quanto tutto era “perfetto”, non è esattamente Cuba. Cuba è, anche, la gente che “pascola” senza una meta o uno scopo, quelli seduti sui cigli delle strade, quelli volenterosi che falciano l’erba con un tondino di ferro perchè non hanno altro, sono i cani randagi che sembrano esalare l’ultimo respiro da un momento all’altro, i bambini scalzi, quelli che si rincorrono sotto la pioggia e tirano fuori un sorriso meraviglioso, gli operai sul tetto che lentamente, tra una pausa ed un’altra, issano i materiali da costruzione e svogliatamente li stendono. Operai vestiti di cenci, magari con una scarpa si ed una no. La nostra idea di Cuba si sta avvicinando sempre più all’isola dei sorrisi, del rum e del sesso facile… Cuba è 1000 volte meravigliosa, solo che è oltraggiata e violata in tutti i modi possibili ed immaginabili, da noi conquistadores dell’ultima ora in primis.

      Commento serio…. non ti dico a cosa ho pensato quando ho letto montone,ho una certa credibilità da salvaguardare…. anzi, quasi quasi te lo racconto in privato…. ahahahaah

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  7. Ahimé più o meno Cuba è così ed è evidente a chiunque tenga un po’ aperti gli occhi. Siamo cuc ambulanti e non possiamo assolutamente biasimarli per il fatto che ci vedono così, anzi, viene spesso da sentirsi in colpa. Il bellissimo libro ‘Trilogia sporca dell’Avana’ di Pedro Juan Gutierrez è una lettura durissima e rivelatrice per avere un racconto di Cuba negli anni ’90, i più duri, ma che permette di vedere anche quella di questi anni. E ci sarebbe ancora da scrivere. Va detto che abbiamo avuto anche alcuni momenti di autentico calore e sincerità, quando abbiamo dato un passaggio in auto a tre ragazzi, o quando siamo stati alzati ore la notte a parlare con la nostra padrona di casa in una casa particular che poi ha assolutamente insistito per regalarci un libro a tutti i costi.

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    1. Grazie per avermi suggerito il libro, di questo in particolare non credo di averne mai sentito parlare. Io purtroppo scambi relativamente genuini non sono mai riuscita ad averne, e non sai quanto mi dispiaciuto. Grazie per avermi parlato della tua esperienza

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  8. Mi hai messo i brividi con questo post. Non sono mai stata a Cuba ma mi piace informarmi e leggere e so bene che la situazione lì sia grave, a volte persino più grave di quello che si possa pensare. Che ne sappiamo noi, infatti, che anche quei sorrisi siano solo una facciata per non perdere quella grande entrata economica che hanno, il turismo? Alla fine chi siamo noi per giudicarli e biasimarli? Hai ragione.

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    1. La loro voglia e capacità di far fronte a questa situazione per trarne tutto il meglio possibile è incredibile, purtroppo però la situazione in cui vivono è devastante, speriamo solo che un giorno possano arrivare ad avere governi in grado di migliorare le condizioni di vita del popolo.

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