Alla scoperta dell’Islanda: Westfjords

Non volendo che la mia fissazione contagiasse anche persone, estranee alla mia crisi d’astinenza da terra estrema, avevo dichiarato che non avrei scritto oltre sull’Islanda. Ovviamente sono qui a smentirmi! Ma non è colpa mia se questa storia delle Aurore Boreali, come se non ci fosse un domani, sta un po’ sfuggendo di mano ai nostri amici Islandesi: su “Feisbucche” i gruppi sulle Aurore spuntano come funghi, a Reykjavik vengono spente le luci per dare la possibilità ai cittadini di vedersele dalle finestra di casa, aprire Instagram è diventata una tortura…ed al mio povero cuoricino chi ci pensa? Nessuno in terra nordica conosce il detto “occhio non vede, cuore non duole”? Evidentemente no! Tranquilli, non parlerò nuovamente della magnifica Aurora vista dall’aereo sul volo di ritorno; so benissimo di averlo raccontato perfino agli aghi nascosti all’interno dei pagliai, quindi nessun nuovo post a riguardo – parola di lupetto -.

Ma ormai il tarlo Viking ha nuovamente preso possesso della mia mente, così suscettibile verso certi argomenti, quindi – in base a quella che è stata la mia esperienza – ti parlerò un po’ delle varie parti dell’Isola e delle differenze che le caratterizzano..e giuro che proverò a farlo con ordine..

Reykyavik: no vabbè ordine..ci rinuncio!!

Westfjords:

Sono quelli che se ne stanno lassù in alto, proprio davanti alla Groenlandia, nel punto più occidentale d’Europa, isole Azzorre escluse.

Se ami la riservatezza – o meglio la solitudine – questo è il posto giusto per te..pensa che perfino il turismo di massa non è riuscito ad invadere questo territorio: solamente il 14% dei visitatori decide di provare il brivido di avventurarsi fin qui.

Parliamo per ipotesi: se sei eremitissimo e decidi di trasferirti qui in pianta stabile, sappi che d’inverno potresti avere problemi assai seri! Tanto per dirne qualcuna: i rifornimenti scarseggiano, le strade vengono chiuse perchè impraticabili per molti mesi all’anno, devi procurarti cibi in scatola a lunga conservazione – guerra fredda  style – e se hai bisogno di qualsiasi cosa, dottore compreso (a meno che nel tuo paese non ne viva uno..ed in questo caso ti auguro che assomigli ad uno di loro),

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DEVI ricorrere all’elisoccorso. La situazione è appena appena migliorata a partire dal 1996 quando è stato realizzato il tunnel stradale del Vestfjarðagöng; a fine post ti racconterò un aneddoto, ricordamelo! Sappi inoltre che i tuoi nuovi connazionali, nonostante siano tre gatti, hanno lo strano bisogno di costruirsi la casa nei posti più impervi, ovviamente lontano da tutto e tutti; roba che ogni volta che ne intravedevamo una, in cima ad una montagna o in fondo ad un dirupo, la nostra esclamazione era “ma che problemi c’hanno???”

Ovviamente, i Westfjords non sono solo questo..oltre alla solitudine c’è di più..e questo di più non è altro che uno scenario DA SOGNO! I fiordi! Anche se le strade sterrate spesso rese scivolose dalla pioggia ma soprattutto  il fatto che per passare a quello successivo devi percorrere interamente quello in cui ti trovi (e questo significa il dover seguirne il profilo scendendo fino al filo del mare per poi risalire lassù in cima in cima), metteranno alla prova la tua resistenza. E quest’operazione dovrai ripeterla per più o meno..tutto il giorno; quindi considera che ti sfinirai percorrendoli!

Ah..sai che una volta, all’origine dei tempi, i fiordi qui non esistevano? Questa parte era tutta un grandissimo altopiano!

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La strada serpeggiante, le nubi passeggere, gli scorci sul mare sottostante, le millemila cascatelle presenti in ogniddove, il manto erboso che passa dal verde militare a quello smeraldo a seconda di come viene illuminato dai raggi del sole, ti faranno sentire in un altro mondo, a tratti incantato a tratti maledetto.

Beh scoprirai che ci sono anche spiagge caraibiche con sabbia bianca ed acqua cristallina; ti giuro che avevo gli occhi “spippolati” da tanto sembrava impossibile; personalmente non ti consiglio di farci il bagno, io ci ho messo i piedini e giuro che mi è bastato!

Rimarrai senza parole di fronte alle onnipresenti cascate! Non ti mettere in testa l’idea di contarle perchè perderesti in partenza da quante sono..ed ovviamente l’una più bella dell’altra.

E poi ci sono quelle scogliere così, così..MITICHE! Il punto più occidentale d’Europa si trova proprio su quella di Látrabjarg! Io mi sono innamorata di questo posto. Appena lasciata la macchina al parcheggio, che sta proprio di fronte al faro, gambe in spalla e via SALIRE! Ti avverto che questo posto fa effetto calamita: più vai in alto, più scogliera ed altopiano riesci a vedere, e più che senti un’irresistibile desiderio di continuare ad avanzare; quando sarai abbastanza avanti, ma non in cima, non ti sembrerà possibile il fatto di aver camminato per quasi mezz’ora. Tanto per darti un’idea dell’imponenza di questa scogliera pensa che il suo punto più basso e quello più alto si trovano rispettivamente a 60 ed a 441 m s.l.m. e distano circa 5 km l’uno dall’altro

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Ti ritroverai in balia dei venti e con aria sognante, cercando di avvistare la testolina di qualche foca, a guardare il punto in cui cielo e mare si fondono; ti scoprirai ancora più sognante a correre, ridere e saltare su questo bellissimo altopiano dal color verde-rossastro.

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Quando un posto mi piace, ma piace davvero nel senso che è certo che non me lo scorderò più, mi viene da ridere; un po’ come quando sei innamorata e tutto è bello, tutti gli uccellini cinguettano e ti sembra di esserti mangiata tutte le farfalle del mondo..uguale.. la mia reazione è assolutamente identica! E ti assicuro che su questa scogliera ho corso e saltato ma soprattutto ho riso, tanto e bene, di gusto e di cuore; e che di farfalle in giro non ne ho lasciate per nessuno! Poi, sulla via del ritorno è accaduto il miracolo! Tutti ci avevo dato per certo il fatto che le Pulcinelle di mare se ne fossero già andate..e invece… BRUTTI MENAGRAMI..prrrr!!

Questo è accaduto il 10 Agosto.. stelle cadenti non ne ho viste, ma il mio desiderio è stato comunque esaudito.

Ah..la storia del tunnel ricordi? Devi sapere che questa costruzione è unica nel suo genere perchè formata da 3 gallerie che si uniscono in un’intersezione a T a circa metà del tracciato.

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Configurazione della galleria

Per la maggior parte del percorso, vi è un’unica carreggiata che si percorre a senso alternato di marcia; della serie: se il lato “buono” è il destro, le auto che arrivano da sinistra, non appena intravedono i fari della vettura che procede in senso contrario, dovranno accostarsi nelle piazzole posizionate a distanza regolare l’una dall’altra. Per fortuna quando l’ho attraversato ero io ad avere la precedenza, altrimenti non avrei capito assolutamente niente! Un’altra caratteristica geniale, nonchè fighissima, è il fatto che in inverno le porte alle estremità delle 3 gallerie vengono chiuse per evitare al freddo di gelarne l’interno; così per entrare/uscire, ti basterà suonare il clacson in prossimità delle porte perchè queste, automaticamente, si aprano e poi si richiudano al tuo passaggio.

Ah2: Per dovere di cronaca, nonostante la bellezza indiscussa dei Westfjords, questa è la parte che mi è piaciuta di meno. Non sono una grande amante dei fiordi, i paesaggi “troppo verdi” mi danno un senso di freddo (qui giuro che il freddo era reale) ma soprattutto mi fanno effetto “acquisto di pantaloni super fighi ma iperprecisi”, nel senso: hai presente quando vai a comprati dei pantaloni super yeah ma poi scopri che l’unica taglia disponibile ti sta precisissima? I pantaloni ti piacciono, sono Wooooow,  ma.. e non c’è niente da fare, dopo un po’ che li hai addosso ed inizi a muoverti, il “lardominale” sbuzza e la “lonzina” esce. Ecco, questo tipo di panorama è incredibilmente bello, ma non è esattamente della mia taglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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25 thoughts on “Alla scoperta dell’Islanda: Westfjords

  1. Che belle le foto! Vero, anch’io vedo sempre su Instagram o in giro per i blog degli scenari islandesi pazzeschi, prima o poi dovrò farci un salto.
    Non male l’idea dei dottori figaccioni, però il mio “doctor” del cuore di Grey’s rimane sempre Owen Hunt 😀
    Un saluto!

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  2. Marghe ma come diavolo ti è venuta in mente la metafora dei pantaloni belli ma precisi?? Ahahahhaha mi fai scompisciare (che tra l’altro non so mica se fuori dalla Toscana conoscono questo uso di “precisi”)!!
    Non so, a me invece questi scenari, i fiordi, le scogliere a picco e i prati immensi piacciono proprio tanto!! E le pulcinelle di mare poi vabbeeeeee che bellezza!!!! 😍

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    1. Ahahahah si, forse per i non Toscani servirebbe un traduttore..ahahah ti giuro che non so da dove mia sia uscita questa metafora ma ha reso bene l’idea. Lo so che te sei super amante dei prati immensi, o comunque del verde in generale..io invece sono più “desert addicted”, impazzisco di gioia di fronte ai gialli ed agli arancioni. Anche le scogliere a picco sul mare mi mandano in brodo di giuggiole, devo stare sempre super attentissima perchè, ogni volta, rischio di precipitare da tanto voglio guardare di sotto.

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  3. Scenari da favola! Non hai idea quanto ti invitiamo questo viaggio, specie il Vale…😉 L’Islanda è il suo sogno! Le pulcinelle di mare sono tenere tenere, mi piacerebbe tanto poterle vedere dal vivo ❤Ciao, buon weekend!

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    1. E’ davvero un sogno; io non lo credevo ma mi sono ricreduta in fretta. Oddioooo le pulciii, sono troppo “pelusciose”..ci credi che gli ho scattato qualcosa come 500 foto? E con 500 intendo realmente 500 foto, se non di più.

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  4. No ma ti prego, non smettere di scrivere dell’Islanda! Voglio andarci da una vita ma nel frattempo, visto che non credo che riuscirò a vederla a breve, almeno la immagino attraverso i tuoi post.
    Una volta in Scozia mi sono appostata un pomeriggio intero per vedere le pulcinelle di mare ma non sono stata fortunata…
    Oddio mentre leggevo dei jeans sono quasi caduta dalla sedia 😉

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    1. Le pulcinelle sono stupende! Sono veramente “pelusciose”e poi ti guardano con quegli occhietti dolciosi che sembra non vogliano altro che essere coccolate. Me ne sono innamorata. Ti auguro di poter fare questo viaggio quanto prima, perchè l’Islanda è un paese straordinario sotto tutti i punti di vista. Ahahahah quello dei pantaloni, mi sembrava una metafora abbastanza “calzante” ahahaha

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  5. ahahahah m’hai fatto morire! E i dottori di Grey’ssss sbav :’)
    Comunque bellissimo posto,belle foto e davvero tante curiosità e particolare interessanti che proprio non conoscevo.
    Forse un po’ è vero, anche a me forse il verde schicchirillente (e gli spazi sconfinati) mettono un po’ freddo. E purtroppo sono veramente tanto freddolosa che non so se riuscirei mai a godermi a pieno certi luoghi. Ma prima o poi, come sai bene, dovrò provare!

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  6. Continuo a vedere foto dell’Islanda e ormai ne sono innamorata! Il tuo post mi ha confermato che è un posto incredibile, capace di regalare emozioni uniche. Mi entusiasma l’idea di essere così a Nord, di non avere barriere intorno… e di sentire la completa, totale libertà!

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    1. Si..è davvero un posto incredibile; hai detto bene, non esistono barriere, sei solo te e la natura che regna incontrastata. I ghiacciai si alternano ai vulcani, il verde delle “montagne” si mischia con il nero della sabbia, e poi hai la possibilità di guidare per delle ore senza incontrare anima viva, fatta eccezione per pecore e cavalli. A me ha dato la sensazione di essere in un universo parallelo.

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  7. Ma che spettacolo. Io mi sono innamorata dell’Irlanda, ed ho in programma un viaggio in Islanda. I paesaggi così solitari e selvaggi mi lasciano senza fiato. Ora aggiungo all’itinerario anche i westfjords!!

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  8. Nella mia lista dei desideri c’è, da anni, la voce “fotografare/vedere i pulcinella di mare” e ogni volta che vedo le foto di chi ci è riuscito rosico un sacco. Quanto sono belli! E che fortuna! 🙂

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    1. Si..siamo state fortunatissime e pensa che non ci speravamo nemmeno più perchè alla nostra domanda se era ancora possibile vedere le Pulci, la risposta era una ed una soltanto: ormai sono migrate e sull’isola non ne è rimasta nemmeno mezza. 😀

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